Solo nel momento felice del Viaggio, Pensare ha un Luogo

Luoghi Pensanti, Autore a Luoghi Pensanti

Giuseppe Bombaci • pittura

Giuseppe Bombaci

Nasce nel 1978 a Siracusa.
Si diploma presso l’Istituto Statale d’Arte A. Gagini della sua città.
Tra la fine del 1998 e il 1999 si trasferisce prima a Firenze poi a Milano, dove frequenta presso l’Accademia di Belle Arti di Brera il corso di pittura di Alberto Garutti del quale diviene anche assistente.
Successivamente lavora come assistente presso lo studio di Giuseppe Maraniello e segue il suo corso presso l’Accademia di Brera.

A Milano conosce e incontra importanti critici come Alberto Agazzani, Alberto Zanchetta e Stefano Castelli grazie ai quali frequenta un ambiente legato alla giovane arte contemporanea e collabora in mostre di diversi artisti come Marco Cingolani, Eya, Pinna, Chia e De Paris.
Risale al 2001/02 la sua prima personale “Fantamemore”, a cura di Luca Beartice e Alberto Zanchetta, alla Galleria Interno & DumDum di Bologna.
Del 2008 la personale “Carnale”, a cura di Stefano Castelli, alla Galleria la Veronica Arte Contemporanea di Modica (Rg) e la bipersonale “Bifocale scomposta”, Bombaci – Cassani, a cura di Loris Di Falco, alla Galleria Obraz di Milano. Nel 2010 espone “Zen-zero (Il sogno della pittura genera sogni)”, a cura di Alberto Agazzani, Galleria Arte San Lorenzo di Milano.
Si segnala costante la presenza a rassegne e mostre collettive in gallerie private e in sedi istituzionali dal 1998, anno di debutto in pubblico a Siracusa. Tra le numerose partecipazioni si ricordano in particolare: 2001, Milano, Museo della Permanente e Accademia di Belle Arti di Brera – Sala Napoleonica; 2004, San Gimignano (Si), Premio Celeste; 2005, Alcamo, Castello dei Conti di Modica; 2006, San Gimignano (Si), Premio Celeste; 2007, Comiso (Rg), Fondazione Bufalino; Scicli (Rg), Palazzo Mormino Penna; 2008, Maccagno (Va), Civico Museo; Milano, Spazio Guicciardini; Modica (Rg), Palazzo della Cultura.
Nel 2009 è invitato in rassegna di gruppo in spazi privati a Milano, Modica e Roma; nello stesso anno il Museo Civico di Maccagno (Va) acquisisce una sua opera.
Nel 2010 espone a Milano in numerose gallerie e a Torino; nel 2011 è a Bergamo e a Milano e nel 2012 è invitato al IV Premio Fabbri per l’Arte all’Accademia di Belle Arti di Bologna; nello stesso anno partecipa a mostre collettive a Pinerolo (To), a Bologna e a Roma, al Palazzo delle Esposizioni.

Nel 2013 è a Siracusa, a Biella e partecipa al 64° Premio Michetti al Museo Michetti di Francavilla al Mare (Ch).
Nel 2014 è presente a Catania, Museo d’Arte Contemporanea; a Siracusa, ex Convento del Ritiro; a Floridia (Sr), Museo d’Arte Contemporanea e a Seravezza (Lu), Palazzo Mediceo.
Nell’ultimo periodo ha collaborato alla cura di mostre d’arte contemporanea con Arturo Schwarz in Sicilia.
È stato tutor del corso di tecniche pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Brera tenuto dallo scultore Giovanni Bruno negli anni 2005/2006- 2006/2007.

A Milano conosce importanti critici come Alberto Agazzani, Alberto Zanchetta, Stefano Castelli, grazie ai quali frequenta un ambiente legato alla giovane arte contemporanea e collabora alla realizzazione di mostre di artisti, tra cui Cingolani, Eya, Pinna, Chia e De Paris. Nell’ultimo periodo ha collaborato alla cura di mostre d’arte contemporanea con Arturo Schwarz in Sicilia. 
Da novembre 2019 a febbraio 2020 in mostra con la personale “Ierofanie” a Palazzo Beneventano, Lentini.

Vive e lavora tra Siracusa e Milano.

Gesualdo Prestipino

Nasce ad Enna il 15 ottobre del 1933.
Si diploma presso l’Istituto d’Arte di Palermo.
Esordisce giovanissimo come pittore ma dedicherà tutto il percorso artistico alla scultura.
Nei primi anni Settanta presenta un’ampia sintesi del suo lavoro in Germania a Freiburg e Lorrach. Soggiorna a Milano e l’anno seguente si reca a Parigi, in cerca di esperienze umane e sociali. Affascinato dalla pittura di Franz Marc, di Balthus e dalla scultura di Nevelson e di Roden amplia le proprie esperienze. Combattuto tra la ricerca e l’identità si trasferisce in Svizzera nell’attesa di un nuovo tema, di una nuova maturità artistica. Smanioso e dubbioso di sè stesso ritorna a Milano, periodicamente frequenta Torino dove respira il fermento artistico della nascente arte povera. Le coperture pubblicitarie di Rotella, i monocromi di Schifano, l’influenza artistico-scultorea di Milano, con Medardo Rosso, Messina, Manzù, diventano motivo di “isolamento artistico” e riflessione sulle opere finora realizzate.

In quel periodo ero molto irrequieto, cercavo un mio personale segno, vivevo anche senza comprendere la smania del cambiamento, del mettermi in gioco con opere anche di non facile lettura. Gli artisti Piemontesi mi piacevano, la loro volontà di tentare il cambiamento era coinvolgente, il ripartire da zero e intraprendere un percorso ludico dove la parola e il significato ti conduce all’identificazione mi tormentava. Il mondo dell’arte viveva questa situazione e ciò incrementava la mia ansia di ricerca.”

Ritorna ad Enna e si tuffa senza esitazioni alla ricerca dell’essenzialità delle forme, in ascolto con gli echi della memoria, un recupero dei miti della sua isola per renderli attuali e proiettarli in un nuovo contemporaneo. Questo pensiero costituisce il punto di partenza per la sua successiva produzione scultorea. L’attività di pittore e di scultore diventa fervente. Con la stessa intensità per diversi anni lavora per un lungo ciclo di opere (grafiche, disegni, dipinti e sculture), di temi differenti e sperimentazioni varie, fino a tuffarsi nell’esplorazione ossessiva, senza limiti, del mondo della pietra.

“Il mio obbiettivo era vedere i miei soggetti a tutto tondo, sperimentare la pietra come una materia malleabile e duttile, far nascere dall’estro dello scultore -che ne percepisce emozioni e calore- un’opera.”

Nella smania di ricerca, il fascino della mitologia lo attrae e lo “ingabbia”. Disegni, bozzetti, cere, gessi raffiguranti miti e temi mitologici, si inseguono in nuove forme di rappresentazioni e ludiche comunicazioni di rimandi: si confrontano – arriva il dialogo.
Una fascia avvolge l’opera, la cela. Ma come il racconto esalta il mito e lo rende visibile, le fasce diventano sempre più avvolgenti, lo nascondono e ne amplificano il mistero. L’opera diventa solo un rimando mentale. Il ludicogioco tra il nome e l’opera celata è compiuto. Il chi era diventa solo personale motivo di confronto e ricordo vivo del personaggio mitologico, motivo di discussione e di rimando.

“ Nei miei primi lavori la ricerca scultorea volgeva al recupero di forme archetipe e primitive, tra magico e sacrale, poi negli anni la figura è sempre più in aderenza con le deformazioni fisiche, causate nell’uomo dalla sua fatica. L’incontro col mito diventa terreno fertile per le mie opere, la mitologia giocava con me. L’uomo e il mito si fusero sempre di più spingendomi a perseguire una ricerca caratterizzata da una particolare visione tra i rapporti della materia e lo spazio, nome e conoscenza. La figura è inglobata del tutto da fasce.”

Diventa significativa per Prestipino, l’abolizione della figura e l’uso sempre più visibile della fascia che ingloba e avvolge tutta la figura, la strada per un percorso totalmente astratto è intrapreso. Nuovi disegni dedicati alla mitologia nascono, si inseguono e si sperimentano. Prendono forma anche i disegni delle fasce rappresentate a tutto campo su carta siciliana. Una stesura esasperante e gestuale. L’immagine non è più la figurazione, ma la libertà del segno. La fascia diventa protagonista, si assottiglia sempre più. Si avvolge su se stessa sia nel disegno che nelle cere bronzee, si innalzano spirali di gesso, le opere si confrontano nel suo laboratorio, stele, cilindri e cubi vengono avvolti da una fascia ora leggera, ora imponente, ora frammentata, fino a ridursi in piccoli tasselli quasi piccoli mosaici.
Ancora una volta nuove opere nascono.

“La fascia oggi è la vita, la linea è la vita, prima avvolgeva tutto, nascondeva, era padrona, la prima donna, mi aveva reso prigioniero della mia stessa idea, oggi mi ha liberato. Un pò come la maga Circe. Riguardando le mie opere ho lavorato all’inverso forse, ma sono felice di ciò che ho fatto. Il mio cammino è stato lungo e travagliato ma lo ritengo ancora in fase di partenza e questi ultimi lavori, questi grovigli semplici lineari e chiari, sia visibilmente che scultoreamente, mi esaltano. Ogni elemento rappresentato per me è la vita di un uomo, il suo travaglio, il suo imprevisto, il suo vissuto con alti e bassi, momenti sereni o tormentati e usare il bronzo o il ferro per rappresentare ciò lo trovo fantastico. Loro si prestano felicemente al martellamento e al travaglio.”

Ignazio Schifano

Nasce a Palermo. La sua formazione è legata al mondo del restauro, difatti, la sua, è un’esperienza ventennale in questo campo. Si trasferisce a Londra dove continua I suoi studi legati all’arte pittorica e al restauro ed inizia la sua collaborazione con il rinomato Titian Studio. In Italia ha conseguito la qualifìca come restauratore di affreschi e pitture murali. Ha partecipato a
diverse mostre tra cui Artisti di Sicilia a cura di Vittorio Sgarbi. Alcuni dei suoi lavori fanno parte della collezione MacS (Museo d’Arte Contemporanea Siciliana) di Catania, del Castello di Fumone, del Palazzo della Provincia di Cosenza, e la sua opera intitolata L’immagine dell’inimmaginabile fa parte della collezione del Museo Rende di Cosenza. Vive a Palermo e collabora con diverse gallerie in Italia, tra cui la galleria Lombardi e Pio Monti Arte Contemporanea di Roma. Del suo lavoro si sono interessati critici e storici dell’arte, tra cui Claudio Strinati, Andrea Romoli Barberini ed Alba Romano Pace. Tra le sue mostre personali ricordiamo la mostra intitolata Iperbole curata dalla galleria Lombardi di Roma e Dentro il Cerchio presso la Camera dei Deputati di Roma nel 2016 con catalogo edito da Glifo Edizioni, e la mostra intitolata “In Giro” inaugurata nel 2017 a Palazzo Forcella de Seta a Palermo. Ha partecipato alla residenza d’artista ad Ustica organizzata dal Museo Riso lo scorso luglio e conclusasi a dicembre con la mostra presso la cappella dell’incoronata del Polo Museale Riso di Palermo.

Centrale Montemartini – “dialogo con una divinità”, rinevenuta a Roma,
Largo Argentina: tempio B (1925)

I primi anni ’20 del secondo millennio
aprono il sipario di nuovi progetti ed obiettivi da centrare. Non mancheranno le sfide decisive e i possibili colpi di scena.
Infatic-abilmente sapremo guardare negli occhi le nostre paure, lo faremo per tutte le persone che abbiamo incontrato, per i nostri partner che ci danno fiducia, per tutti voi che ci seguite con entusiasmo e anche per quelli che, se non pensassimo ad una proiezione futura, non potremmo incontrare.

Auguri a tutti noi!

Mentre il 2 Settembre in provincia di Siracusa è dedicato all’anniversario del rientro a Lentini delle Reliquie dei SS.MM. Alfio, Filadelfo e Cirino (1517), il giorno che antecede tale ricorrenza (1 Settembre) è dedicato alla memoria di altri tre santi martiri e fratelli: Evodio, Ermogene e Callista.

(altro…)

Sono ingenti i danni provocati dal maltempo nella notte tra il 18 ed il 19 ottobre 2018.
Fiumi e torrenti esondati, terreni allagati, strade interrotte, auto in panne, persone salvate, aziende agricole distrutte.

>

 

 

 

Racconti di un collettivo per esaltare il “Genius Loci” di una località:
i segreti di un processo culturale che fanno di un luogo dimenticato «un polo culturale per la città».

Ci vorrebbe uno scrittore, per trasmettere il fascino e insieme l’energia di un processo di trasformazione di un luogo; ci vorrebbe un narratore, per restituire l’emozione di un luogo che torna ad essere vissuto, un edificio, un monumento senza tradirne le molteplici valenze culturali, storiche e sociali. Parte da questo pensiero l’esperienza di Palazzo Beneventano, a Lentini, giunta a due anni e mezzo di custodia ed apertura “per vocazione”.

(altro…)

Palazzo Beneventano, Lentini (Siracusa)

Il 28 settembre è stata inaugurata Ànemos, mostra bipersonale d’arte contemporanea che, per la prima volta, lega l’illustratrice liventina Marta Lorenzon e il pittore catanese Fabio Modica .

(altro…)

Nuovo approdo in Sicilia per l’artista ligure, un nuovo percorso pittorico ai bassi di Palazzo Nicolaci

(altro…)

 Lentini, i talenti del progetto Badia Lost and Found nel PROMO firmato da Video 4k Revolution

 

(altro…)