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Autunno a Pantalica per affrontare il clima surreale • Luoghi Pensanti

Autunno a Pantalica per affrontare il clima surreale

Un tuffo nella valle dell’Anapo

fiume_anapo

Anàpos

Il calendario comunica che da poco abbiam lasciato Ottobre, in Sicilia un mese segnato in buona parte da un surreale caldo. Inaspettato, si.
Quante storie si rincorrono in mente navigando tra memorie lontanissime. Tiepidi slanci a cercare un ultimo fresco sollievo stagionale, tra le acque dell’Anapo, a Pantalica: icona della preistoria in Sicilia, la promessa di un edonismo mitologico. Tra i finestrati canyon, l’ingrottato e ghiacciato fiume dei monti Iblei: l’Anapo. 

Certo, l’autunno è una scelta insolita, ma non possiamo dire che questa stagione a Pantalica sia meno sorprendente. L’archeologia è il leit motiv della visita che vi raccontiamo. Può un luogo ancor oggi raccontare un mito?
La domanda non è affatto banale. Che simili posti esistano credo sia innegabile: si tratta di credenze molto diffuse e ben documentate nella storia da studi di ogni sorta. Il nome Anapo, che ha sorgente a Monte Lauro (nei pressi di Palazzolo Acreide), la dice lunga, in greco antico significa invisibile e deriva dal fatto che in molti punti del suo percorso si ingrotta nel sottosuolo. Ma c’è di più.
Nel ratto di Kore, Ade, dio degli inferi, per evitare che il fiume Anapos corra in aiuto all’incantevole ragazza, figlia di Demetra, compie l’atto di aprire crepe e voragini ove far sprofondare il fiume, per poi fuggire senza ostacoli.

Pur mantenendo curiosità resta cieco il fatto che quel luogo è rimasto immutato. Un pesante fardello di elementi che fanno della visita un percorso dantesco; scendere a valle, all’ombra dei salici, degli oleandri, dei carrubi tra le tombe protostoriche dell’età del bronzo (luogo eterno) sino al corso fluviale, visione paradisiaca di quella limpida forza bianca che è la vita.

Come Virgilio accoglie Dante nel Canto I, qui ad aprirci simil avventura è stata la guardia forestale Giorgio Sampugnaro, visioni vulnerarie per terapie paradisiache. A tal premessa apro ad un mio articolo scritto su Italian Storytellers:


What is autumn? A refreshing dip at Pantalica!

Tenete gli occhi e il cuore bene aperti per questi sentieri, prima di rischiare di non riuscire più a sentire niente!

Come raggiungere Pantalica?

Giungendo da Catania in macchina si percorre la statale 114 fino allo svincolo di Sortino, si prosegue seguendo le indicazioni per Sortino; all’inizio del paese, prendere la circonvallazione e seguire le indicazioni per Ferla: qui si giunge a Pantalica versante torrente Calcinara.

Anche da Sortino è possibile raggiungere Pantalica, ma bisogna proseguire per alcuni kilometri a piedi (discesa paradisiaca qui narrata e per gli amanti del trekking consigliata!).

Venendo da Siracusa in macchina o mezzo pubblico si percorre la statale 124, si costeggia Floridia, Solarino, si prosegue in direzione Palazzolo, fino al bivio di Montegrosso; qui si prende la suddetta strada per Ferla e si prosegue per Pantalica.

Stagione raccomandata: primavera-estate.

Panta rei! Pantalica!
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