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Centrale Montemartini: quando l'archeologia industriale accoglie l'arte classica. • Luoghi Pensanti

Centrale Montemartini: quando l’archeologia industriale accoglie l’arte classica.

Anime di marmo e ferro, elementi di uno straordinario esempio di riconversione di un edificio industriale in sede museale.

Deus ex machina o “apò mēchanḗs theós“, un’espressione che originariamente rimandava a personaggi della tragedia greca che, come gli dei, intervenivano per dare una risoluzione ad una trama ormai irrisolvibile.

Stavolta è l’istituzione museo, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali che, secondo i classici principi di causa ed effetto, ha dato vita da diversi anni ad un’avvincente trama che coniuga le sinuose forme della classicità alle spigolature metalliche della genialità industriale italiana. Dal 1997 deposito e sede di allestimento temporaneo, poi, dal 2001 museo con allestimento permanente, un processo che portò alla trasformazione dei vasti spazi, scanditi dai macchinari superstiti, più che mai adatti per sperimentare nuove forme museali.

La caccia, la vita e la morte: una giostra del tempo che, come per ironia, lascia ampie “campiture di riflessione”.

Una grande collezione costituita da manufatti, per stragrande maggioranza marmorei, provenienti dagli scavi portati avanti dopo l’Unità d’Italia (1861), in particolare scavi relativi agli antichi horti romani.

Così, progressivamente, è possibile apprendere il pregio della Roma repubblicana (foto), tra il politeismo ed il culto funerario;  ma anche dei frammenti monumentali di Roma di provenienza dalle aree del circo Flaminio, del tempio di Apollo Sosiano, del Campidoglio, dell’area sacra di largo Argentina e di altri siti.  Infine i giardini, le residenze imperiali e le domus, di cui l’importanza del patrimonio recuperato dagli horti dell’Esquilino, gli horti Sallustiani, gli horti Spei Veteris a Porta Maggiore, oggi esposto nella “sala Caldaie”.

L’allestimento è singolare: una dissolvenza molto suggestiva e complementare di fasti ed ormai silenziosi motori, tutti simboli dell’uomo fomentatore della sua stessa esistenza tra eventi, avventi e straordinarie tecnologie. La visita si fa più suggestiva al calar del sole, quando esso lascia penetrare i suoi ultimi raggi dalle voluminose finestre del fabbricato e si attivano i corpi illuminanti a luce calda: tutto diviene un parco delle delizie per l’occhio e la mente umana, specie se desiderosa di rievocazioni.

Il sito del museo è: http://www.centralemontemartini.org/

Ecco una educativa esperienza del 2014 nell’ambito del progetto “Invasioni Digitali” presso le sale del museo.