Solo nel momento felice del Viaggio, Pensare ha un Luogo

Elogio della Leggerezza • Luoghi Pensanti

Elogio della Leggerezza

Come Perseo sotto la Loggia dei Lanzi

Quanta delicatezza d’animo è necessaria per essere un Perseo vincitore di Mostri?

La risposta ad Italo Calvino che, non sarà deduttivo quanto Sherlock Holmes ma, nelle Lezioni Americane, concretizza la prima trattando la Leggerezza.

Analizzando. Sul rapporto tra Perseo e la Medusa possiamo apprendere qualcosa di più leggendo Ovidio nelle Metamorfosi. Perseo ha vinto una nuova battaglia, ha massacrato a colpi di spada un mostro marino, ha liberato Andromeda. E ora si accinge a fare quello che ognuno di noi farebbe dopo un lavoraccio del genere: va a lavarsi le mani..

..e qui Ovidio ha dei versi [IV, 740-752] che ci appaiono straordinari per spiegare quanta delicatezza d’animo sia necessaria per essere un Perseo, vincitore di mostri:

..perché la ruvida sabbia non sciupi la testa anguicrinita [da anguiferumque caput dura ne laedat harena], egli rende soffice il terreno con uno strato di foglie, vi stende sopra dei ramoscelli nati sott’acqua e vi depone la testa di Medusa a faccia in giù.

Sembra che la leggerezza di cui Perseo è eroe non potrebbe essere meglio rappresentata che da questo gesto di rinfrescante gentilezza verso quell’essere mostruoso e tremendo ma allo stesso modo deteriorabile, fragile.

Ma la cosa più inaspettata è il miracolo che ne segue:

..i ramoscelli marini a contatto con la Medusa si trasformano in coralli e le ninfe per adornarsi di coralli accorrono e avvicinano ramoscelli e alghe alla terribile testa.

Anche questo incontro d’immagini, in cui la sottile grazia del corallo sfiora l’orrore feroce della Gorgone, è carico di suggestioni che non vorremmo sciuparlo approssimando altri commenti o interpretazioni.

Perseo e Medusa

Perseo, Benvenuto Cellini

La prospettiva è il più grande stratagemma visivo usato per soggiogare l’umile individuo, sentirsi piccoli e inermi. La maestosità di un’opera d’arte o la rappresentazione di un evento tramite l’occhio della cinepresa possono rivelarsi strumenti determinanti per condizionare le masse e renderle succubi e fedeli. Ma, a sapersi, la vocazione cela la verità che (forse) mai riconoscerà la precipitosa società.

Pensare è viaggiare [disabitando tutto il resto] come Viaggiare è pensare [dove il luogo viene partecipato]; là dove ogni sentimento è stato esplicitato. Con i sentimenti di Calvino abbiamo colto a Firenze il genio del Cellini: autore di un bronzo che comunica assai più della “materia fredda”.

La loggia nasce con lo scopo preciso di ospitare al coperto tutte le numerosissime assemblee pubbliche e ufficiali del Comune di Firenze tenute alla presenza del popolo. La loggia ospita al suo interno molte opere, tra cui sculture di origine romana come per esempio Patroclo e Menelao, copia di epoca Flavia di un originale greco del 230-240 a.C, donato da Pio V a Cosimo I, e poi le sei figure di donna vicine alla parete di fondo, concludendo con uno dei due leoni all’entrata della loggia sempre di epoca romana. Inoltre ci sono due interessanti opere del Gianbologna , pseudonimo di Jean de Boulogne (Douai, 1529 – Firenze, 1608) di origini fiamminghe e grande estimatore di Michelangelo, le opere sono il ratto delle sabine e l’Ercole con il Centauro Nesso.

Il capolavoro della loggia resta comunque la bellissima statua bronzea di Benvenuto Cellini, il meraviglioso Perseo trionfante che tiene per i capelli la testa recisa di Medusa, e con l’altra una spada ed in piedi maestoso guarda lo spettatore dall’alto in basso come monito per tutti. Questa opera senza tempo, presenta in una sua parte l’autoritratto dell’autore(?); si! per chi non avesse il tempo di cimentarsi in questa autentica caccia all’autoritratto, qui, ci promettiamo di mostrarvelo:

cellino in perseo

Diremmo Deus absconditus – il Dio fuori di noi – che sommessamente ricorda la perspicacia del maestro nel porre l’autoritratto in una zona d’ombra, quindi non molto visibile. Immaginate se si fosse sostituito al figlio di Zeus, quasi (sigh!) decantando a sé l’impresa, pur in epoche diverse; si, la piazza avrebbe comunque goduto di un capolavoro ma […].
Passata attraverso l’inferno di tante logiche, ogni forma di pensiero è nuovamente messa di fronte all’idea di verità.

Lo scorrere del tempo porta via tutto quel che è più genuino e congeniale. Senza neanche accorgercene, perché il tempo cambia un po’ tutti.  A quale motivo bisogna riempire tanti quaderni e tanti cassetti se le relazioni dell’Anima si riducono a semplici distinzioni di ragione?
Diamoci da fare. (“Si, mi debbo dare da fare, prima che alla verità unica ed eterna ci arrivi un altro” – ci risponde dei tizi). Riempite i vostri occhi, la vostra anima: osservare un dettaglio a Firenze non è un caso, per condurre alla leggerezza d’animo; animatevi in viaggio, possibilmente con la “Vita scritta da lui medesimo”, una biografia dettata dallo stesso Cellini con tutte le sue rocambolesche storie. Fra la totalità dei fatti l’emblematica fuga da Roma e tutte le fasi concitate della fusione del Perseo; leggetelo!