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Giochi di carte, giochi di Saperi • Luoghi Pensanti

Giochi di carte, giochi di Saperi

Sull’Isola perfino i giochi “parlano”

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Popoli che, curvi sotto l'aquila, giuocano aspettando il Sol nascente. #2015wp52 #igerssiracusa #luoghipensanti

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In tempo di feste e di consumismi si fa fatica a non tener conto del gioco pur di uccidere il tempo.
La chiamereste cartomanzia, fondamentalmente quel sistema di divinazione che si esegue mediante carte; nel corso dei secoli le carte da gioco hanno subito diverse trasformazioni, avvalendosi anche del mestiere di cantastorie attraverso i simboli.

Un legame intimo ed esoterico che le istituzioni terrene supreme nel tempo non hanno potuto sopprimere, un legame taciturno col territorio che, a fronte di “nuove sistemazioni”, ha subito l’accusa di strumento diabolico.

Come tutti i mazzi di carte regionali, anche le carte siciliane, discendono dai Tarocchi, meglio ancora dagli Arcani minori di essi, rispetto ai quali perdono alcune carte come l’otto, il nove e il dieci, ricalibrati su figure provenienti dal vivace medioevo, quali: donna, cavaliere e re. Ma ciò che rende misterioso il mazzo di carte siciliane sono i significati e le interpretazioni che la tradizione esoterica vi attribuisce. Un’arma a doppio taglio [visto si parla di lame] che solo pochi “utenti” oggi sanno la loro duplice valenza.

L’uso delle carte già nel rinascimento erano prodotte in serie per mezzo della xilografia. Gli spagnoli comunque non intaccarono molto la tormentata autonomia dei siciliani e molti usi e tradizioni si mescolano tra loro creando una sorta di miscellanea culturale che, ancora oggi si può toccare con mano. Le carte da gioco sono un esempio emblematico  in Sicilia come in Spagna: i semi e le figure sono simili e s’ispirano palesemente all’epopea medievale dei Paladini di Francia. Il re veste abiti ricollocabili all’epoca Carolincia, mentre il cavaliere cavalca un cavallo che sembra più asino, non come ironica raffigurazione di un eroe squinternato, ma come invece è nella tradizione islamica e cristiana. L’asino rappresenta la cavalcatura dei giusti e degli umili: per l’Islam è il mezzo dello Sceicco che entra umile nella città Santa di Medina [da qui il nome derivato dal siculo provenzale “Sceccu” in quanto i nobili Sceicchi entravano nelle città conquistate a dorso di un asino]; per i cristiani rappresenta l’entrata di Gesù a Gerusalemme. Nella rappresentazione enfatizzata dunque, Orlando il Paladino è il giusto, l’umile servitore del proprio re e di Dio. Il fante o la donna, per l’ambiguità che la contraddistingue, si lega al dolce stil nuovo siciliano del Notaro Jacopo e le sue fattezze sono infatti dolci e signorili come quelle di una donna, ma rappresenta un ufficiale minore.

E’ particolarmente difficile recuperare l’intero significato di ogni carta ma qui ci avvaliamo della facoltà di sbagliare tentandone la lettura e la rivisitazione artistica.

Denari

  • Asso di Denari – [Aquila “a volo basso”] sopportazione, viaggio lungo, tempo lungo, potere e/o soldi;
  • Due di Denari – [nonostante il profilo abbia vicina somiglianza a S.A.R. Vittorio Emanuele III Savoia, le monete sono attribuibili ad un profilo di una testa nuda a d. FERDINANDVS II / la coppia conduce all’eco del mito in Sicilia: vedi i Gemelli Palici e/o Dioscuri] ; significato: un’alleanza, una società, un accordo, un sodalizio sul lavoro o in affari, pari opportunità, notizia instradata.
  • Tre di Denari – è la carta della “riuscita”, un nuovo affare, un nuovo lavoro, una novità in ambito lavorativo, ma anche dell’omino “in cerca” [del sette di coppe siciliano con “donnina”].
  • Quattro di Denari – è il numero della stabilità che si incrocia con il seme di denari, dà luogo a una combinazione estremamente stabile riguardo alla casa e alle finanze. Fisicamente, essendo l’oro il metallo puro per eccellenza,  simboleggia i quattro elementi dell’Alchimia e i quattro stati della materia: solido, liquido, gassoso e igneo.
  • Cinque di Denari – E’ una carta molto forte che preannuncia disordine morale ed affettivo, caos, litigi, rapporti difficili di coppia, flirt passeggeri, amori distruttivi, amore venale: a testimoniarlo lo è la biga sullo scudo centrale, rivolta verso sinistra, condotta da una figura femminile, nonché un’allegoria del caos affettivo, sgretolamento di rapporti e di famiglie, disastro affettivo, incompatibilità di carattere.
  • Sei di Denari – E’ la carta che rinvia gli eventi che la seguono al “futuro”, qualcosa che accadrà prossimamente, non oggi. Gli eventi possono essere collocati nel futuro, come il sei in due righe, che è conseguenza del presente che si proietta nel domani, tre e tre.
  • Sette di Denari – riuscita, entrata di soldi, accordo fertile di tipo lavorativo, non è un caso che nel gioco de “La Scopa” segni un punto a sé per l’utente che riesce a raccoglierla.
  • Donna di Denari – rivale, amante, dea della fortuna: nelle antiche carte da gioco siciliane spesso veniva raffigurata bendata.
  • Cavallo di Denari – notizia, pensieri del re di denari, giovane rivale, pretendente, concorrente.
  • Re di Denari – un uomo di età con capelli brizzolati, sicuro, esperto, benestante, anche consultante stesso. E’ fortunato, ricco, ecista, ma soprattutto esperto di economia e strategia.

Coppe

  • Asso di Coppe – lebete nunziale, tipico contenitore ceramico che si utilizzava per celebrare i matrimoni pagani della Sicilia in età Greca. E’ anche l’allegoria della casa, la famiglia e la felicità coniugale.
  • Due di Coppe – amore ma ricalca anche i segni zodiacali dei pesci [rappresentato in miniatura sulla carta] ma anche dei gemelli e dell’acquario, quali amore fraterno e prosperità.
  • Tre di Coppe – vicino a casa, l’amore che genera il frutto, un obiettivo che si sta per raggiungere, un erede, una sistemazione.
  • Quattro di Coppe – tempo di sera, tempo vicino, attesa, conto alla rovescia, scontro coniugale o politico [tra i due spadaccini della miniatura campeggia un fregio sabaudo, forse la sconfitta dei Borboni ai mille di Garibaldi.
  • Cinque di Coppe – futuro imminente, ego, narcisismo, autoreferenzialismo [ miniatura di incensiere].
  • Sei di Coppe – Il veliero, la carta dell’avvenire, che colloca temporalmente la questione in esame nel futuro. Viaggi/esperienze archiviate, passato, ricordi, nostalgia.
  • Sette di Coppe – riuscita, successo in amore, faccende domestiche. Una decisione che porterà positività / donna domestica di buona fede coniugale – credente.
  • Donna di Coppe – altra donna, amica, madre, sorella, figlia / rimembranza dell’allegoria siciliana dell’Autunno.
  • Cavallo di Coppe – figlio, amico più giovane, il messaggero di una buona notizia in arrivo, di buone nuove, di una notizia piacevole, di una gradita sorpresa.
  • Re di Coppe – lui in amore, padre, amico o fratello più grande/ anticamente sostituita da Federico II con un calice.

Bastoni

  • Asso di Bastoni – portento, mascolinità, maschio, simbolo fallico, carico.
  • Due di Bastoni – incontro/ due cuori [coprendo col pollice i manici delle mazze] casa, affetti.
  • Tre di Bastoni – adulterio, terzo, mal innesto, ibrido, amaro.
  • Quattro di Bastoni – letto, abbattimento, croce di Sant’Andrea.
  • Cinque di Bastoni – l’amore si trasforma, si mettono via vecchie ruggini, si mette fine a una conflittualità tra coniugi, tra amanti.
  • Sei di Bastoni – piccoli fermi, indica sfiducia e disistima in chi gestisce i propri segreti, le proprie confidenze, i propri affari, nel proprio partner. Il dubbio inizia a insinuarsi: sei punti esclamativi.
  • Sette di Bastoni – la fine di una lite , di un contenzioso, di un giudizio : un accordo soddisfacente, positivo.
    Un accomodamento, un intesa, la fine di una polemica.. brindisi! [miniatura del calice].
  • Donna di Bastoni – è la confidente, colei che dispensa consigli saggi e ha un grande senso pratico. Significa bontà, prudenza, saggezza, maturità : buoni consigli, la buona consigliera . Indica una donna di affari, una donna proprietaria, una donna dirigente, con autorità, di buon senso e sincera. In ogni caso rappresenta una donna di carattere forte, che non si lascia influenzare, di cui i si può fidare.
  • Cavallo di Bastoni – Rappresenta un uomo saggio, di autorità, dinamico, il fratello maggiore, l’amico fidato, il parente che ci aiuta.
  • Re di Bastoni – E’ l’onestà, la rettitudine : sempre disponibile. Fedeltà, attaccamento alla famiglia, ai valori, l’onestà.

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Spade

  • Asso di Spade – avvenimento immediato, riuscita, impresa, dispiaceri, afflizioni, contrarietà. Negazione. Ostacolo, opposizione. Malevolenza. Maldisposizione. Dolore, angoscia. Malelingue.
  • Due di Spade – parole dirette, lingua biforcuta, opposizione, incontro burrascoso, negativo.
  • Tre di Spade – Nefasta. Litigio irrisolvibile, maleficio, maldicenza, calunnia grave, complicazioni , magia, sortilegio, grave malocchio. Male causato da invidia, magia. Legatura, fattura. Avvelenamento [miniatura calice da servizio].
  • Quattro di Spade – fermo, blocco, malore.
  • Cinque di Spade –  in genere è un blocco che interessa qualsiasi sfera : da quella psicologica, a quella familiare, a quella sul lavoro, a quella emotiva, a quella amorosa, solo gli affetti e la fedeltà può  arginare il male [miniatura cane domestico/portatore di buona notizia].
  • Sei di Spade – piccolo viaggio, piccolo spostamento, caos, percorsi non pianificati.
  • Sette di Spade – lacrime, non gravidanza, non inizio.
  • Donna di Spade – nemica, pettegola, falsa amica.
  • Cavallo di Spade – cosa in arrivo sicura, giovane irruente, pensieri del re di spade.
  • Re di Spade – risposta certa, sicura, uomo importante, legale, giustizia.

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Zelanti discepoli si rifugiano in icone da gioco, per usare una frase di #Vitruvio, "mettendo insieme tronchi non squadrati ed intrecciando ad essi dei rami". Piuttosto.. che tiro?! #lanimadellecose #luoghipensanti

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Il gioco non sempre vale la candela

Un detto di origine medievale, socchiude questa tematica, certi di non aver scardinato tutti gli interrogativi.
Dopo esperienze concluse, il più delle volte deludenti, si usa il famoso detto: il gioco non valeva la candela. La candela sarebbe la sincerità di intenti e il gioco l’evento che è fonte di smacco e amarezza.
A volte ripetersi questo detto può essere un modo per consolarsi, persistendo la voglia del gioco, altre un’effettiva valutazione oggettiva dopo aver analizzato ad occhi aperti e disincantati. Gli ambiti sono vari: esperienze culturali, sociali, politiche, religiose, ma anche sentimentali. Nella fase di coinvolgimento si è talmente rapiti dall’esperienza (gioco) che più che viverla ne siamo vissuti, sia essa una fede, un’idea, ma anche l’innamoramento per una persona.
Una fase molto delicata perché è una lotta tra il costo della candela e l’evento vitale del gioco, tra le ragioni della mente e le ragioni del cuore. Una fase in cui non sempre le domande trovano delle risposte. E per trovarle, bisogna allontanarsi dalla bettola, magari vagare nel buio della sera per un bel po’ e nel frattempo “pesare” il valore della candela. Con questo invito all’analisi del disincanto vi auguriamo un buon percorso di vita in questo 2016.

Il Maestro Nigro racconta le sue Carte Siciliane;

Analogie tra il seme dei Denari siciliani ed i Tarocchi Visconti di Modrone.