Solo nel momento felice del Viaggio, Pensare ha un Luogo

"Il ritorno delle Dee" nella missione Morgantina 2009/2011 • Luoghi Pensanti

“Il ritorno delle Dee” nella missione Morgantina 2009/2011

Gli acroliti di Demetra e Kore risalenti al V secolo a.C., trafugati e giunti per mani clandestine da Morgantina (polis fondata nel 459 a.C.) agli Usa, sono finalmente tornati nel Museo Archeologico di Aidone (Enna) dopo un’assenza di circa 30 anni.

E’ stato frutto della convenzione siglata fra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Sicilia e il Bayly Art Museum dell’Università della Virginia, che vede stabilire la restituzione di quanto illecitamente trafugato. Trattasi di reperti preziosi: due teste in marmo di grandezza naturale, con occhi a mandorla privi di pupille, mani e piedi; tratti assoluti ed arcaici [tratteremo in fondo gli aspetti]. Decorso il termine imposto dal donatore, nel 2008 l’Università della Virginia, a seguito del primo convegno dedicato alla due sculture, ne ha promosso la restituzione all’Italia, l’Iter Morgantina 2009-2011.

In questa restituzione ha svolto un ruolo determinante il professor Malcolm Bell, ancora oggi direttore della missione archeologica americana di Morgantina.

“Il ritorno delle Dee” è stata una delle conferenze coordinate e promossa dalle Soprintendenze ai BB.CC. della Sicilia. A Lentini, storica cugina, è stata svolta su iniziativa dell’Archeoclub; un dibattito argomentato dalla Dott.ssa Maria Musumeci (direttrice del Museo Archeologico e dell’Area Archeologica Leontinoi), il Prof. Massimo Frasca (Docente Archeologia Classica), la Dott.ssa Concetta Ciurcina, la Dott.ssa Beatrice Basile, l’Arch. Enrico Caruso, l’Ass.re Rosanna Ragazzi e non per ultima la Dott.ssa Maria Arisco, nonchè presidentessa della sede di Lentini dell’associazione organizzatrice. Quest’ultima nel suo intervento, accomunata dai presenti, ha lanciato il ricordo di due figure importanti in ambito archeologico: Giovanni Rizza (recentemente scomparso) e l’indimenticabile ispettore onorario ai BB.CC.  Alfio Sgalambro, anche questa una scomparsa che ha lasciato un vuoto, non esopico ma struggente.

Gli acroliti di Demetra e Kore, sono stati (ri)presentati come gli esemplari più antichi finora conosciuti di statue eseguite nella tecnica acrolitica, cioè con le estremità in marmo e il corpo in terracotta o (probabilmente) legno, rivestiti con abiti di stoffa.

Le teste delle dee ctonie, Demetra e sua figlia Kore, ad oggi godono museograficamente di una ricostruzione ispirata al loro aspetto originale: manichini in ferro battuto “vestiti” dalla stilista siciliana Marella Ferrera.

Gli argomenti che nel corso della serata sono stati battezzati come “sfera delle origini assoluta” , pone, più modestamente, tra il precritico e il postcritico; perché l’augurio perenne è che tutto possa fare luce, quindi giustizia, a tutto il Patrimonio Culturale dell’isola e non. Cronaca ed attualità archeologica 2.0: se dogmatismo è una parola per pochi, l’amore per il sapere è la condizione di tutti.