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LA DIMORA DEI BENEVENTANO SI FA DEA! - Luoghi Pensanti

LA DIMORA DEI BENEVENTANO SI FA DEA!

D E A MISTERICA: L’ESEGESI ESTETICA DEL TERRITORIO PARTE DA QUI

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Tornare alle origini, riportare l’Arte a una forma archetipa, lontana da preconcetti, sperimentare e innovare veicolando la vocazione dei Luoghi. Questi i presupposti del presidio Italia Nostra, che apre i pesanti portoni della Dimora Beneventano di Lentini, esordendo con la multipersonale d’Arte Bimestrale:
DEA MISTERICA.

Il presidio Italia Nostra a Lentini.
“E’ un cannocchiale prospettico”, così annunciava nel 1889 Carlo Sada – noto architetto italiano – osservando l’impianto verso il Parco detto “Sibba”. La concisione del termine e la sua comprensibilità in loco, aiutano a rendere il Palazzo deputato a Luogo d’Arte.
Prospettico, come il segno di un presidio culturale nuovo e ottimistico, in cui l’elemento del “dinamismo comunicativo” rappresenterà uno degli aspetti essenziali, non solo in molti dei lavori degli artisti impiegati alla causa, ma anche nel carattere del gruppo stesso che, nelle sue diverse costellazioni, sfugge al provincialismo ed alla staticità che ha fin troppo paralizzato gli abitanti negli anni.

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L’organizzazione di una mostra comune, come pietra miliare e “segnante” dell’inedita frequentazione al Palazzo, si avvera come fonte di curiosità ma soprattutto desiderio comune di Cambiamento.
Quale miglior sede che questa, vetusta dimora, giacente e malintesa nel tempo.
Ripensando ai giorni più tristi di questo luogo abbiamo vissuto la stessa esperienza del contenitore in se; pensandola come location dormiente – o meglio – divinità svelata, Misterica come l’Arte, “materia che parla” ..come le Pietre!

Ma cosa accade precisamente in questa bimestrale d’Arte?
L’essenza di DEA MISTERICA si potrebbe definire come la “riduzione” con un territorio allegoricamente paragonato alla Fenice che risorge dalle Ceneri; ma c’è di più, il Palazzo è un tripudio di sopravvivenze artistiche, fattezze che, dal concepimento dei garzoni di laboratori locali d’arte, hanno comunicato il gusto neoclassico e liberty del tempo, citando in causa Divinità, elementi dalla connotazione storica autoctona e fascioni floreali.

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Dopo i vari restauri, la Dimora dei Beneventano di Lentini si afferma come la chiave più efficace per elaborare nuove comunicazioni artistiche, per formare i cittadini alla Bellezza non tralasciando l’Anima Mundi dei Luoghi.
D.E.A. è anche acronimo di Demo Etno Antropologico, certamente essendo luogo nel quale si aprono locali un tempo adibiti a magazzini, stalle, depositi e cantine, ben schematizza il connubio di Arti moderne e Contemporanee con manufatti che per diritto, appartenenti alla civiltà del territorio, entrano superando ogni contrasto.

Iconiche di questo atteso momento, 7 Maggio 2016 ore 18.30, saranno le opere prodotte dagli artisti che hanno sposato la causa del sodalizio di Italia Nostra: Benedetto Poma, Rosario Muni, Marie Claire Delamichelle, Gesualdo Prestipino, Alessandro La Motta, Alfio Zarbano, Edoardo Puglisi, Marinella Mendola, Mario Schifano, Francesco Russo e molti altri. Una pluripersonale che ben apre un ciclo di importanti eventi che si prospettano nel futuro del presidio di Lentini.
C’è di più nella radicale ricerca del collettivo, a tutto ciò si aggiungeranno interventi d’arte atti ad evidenziare luoghi suggestivi e/o “dipingere l’aria”. Un Atmosfera suggestiva quella che si sta preannunciando nelle intenzioni del gruppo a cui va il mio personalissimo grazie: Maurizio DiCannavo, Gabriella Roccaforte, Cristina Pulvirenti, Alfio Zarbano, Marinella Mendola, Cristina Condurso, Federica Tiralongo, Salvatore Bombaci,  Stefano Bombaci, Alessandro Menta, Francesco Zarbano, Marco Amarindo ed altre risorse non meno grate al progetto.

Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza!
cit. Dante A. – C. XXVI Divina Commedia

L’effetto più deleterio e grave del territorio sta per scomparire: non solo l’affidamento a “volontari” di servizi ma soprattutto un Patrimonio Storico-Artistico ad un personale professionale che non vuole lasciarsi trainare da quel pericoloso “gioco al ribasso” che spinge tanti giovani ad accettare compromessi senza una benché minima formazione. Il volontariato per sua stessa natura andrebbe spinto dalla volontà di formare il prossimo, per questo stiamo configurando una impegnativa attività da condurre in seguito ma, benché fosse altra storia, rilancio l’appuntamento dei mesi di Maggio e Giugno!

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