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Leontini, gli anni '80 svelarono tracce di ambienti di epoca romana - Luoghi Pensanti

Leontini, gli anni ’80 svelarono tracce di ambienti di epoca romana

STORIA DI UN RITROVAMENTO ANCORA IRRISOLTO

Oltre la non curanza

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Leontinoi, Valle San Mauro, pressi dell’Agorà. Proprio qui, auspicate e dunque attese, le tessere colorate del suo disegno iniziano a riemergere, una volta liberate dalla terra, dicendosi dono per gli occhi e per l’anima. Stupore. Meraviglia. Ancora stupore. La terra assume spesso forme poetiche, a volte meno astratte di quanto possiamo immaginare; ci narra vicende e storie che, come nel nostro caso, assumono peso e spessore morale e civile. Durante l’autunno degli anni ’80, presso il fondo in cui insiste il ritrovamento, forti piogge diedero vita ad un episodio alquanto singolare. Il crollo di un muro di confine, danneggiato dal maltempo, spinse i proprietari del sito a rimuovere dei blocchi di riempimento crollati. Sul finire dei lavori ecco qualcosa lì a sorprenderli: inequivocabili tracce di pavimento a mosaico, a prima vista, di Epoca Romana. Da quel momento in poi, il luogo venne letteralmente frequentato, su invito dei proprietari da numerosi studiosi, fra questi il compianto prof. Cirino Gula ; alcuni componenti della Giunta Comunale – amministrata dall’allora Sindaco dott. Giacomo Capizzi – e tecnici della Soprintendenza alle Belle Arti ed alle Antichità di Siracusa. Purtroppo anche questa testimonianza, come molte altre del territorio, fu posta nel dimenticatoio. Da allora, infatti, lo spirito di tutela è stato mantenuto vivo solo ed esclusivamente dai proprietari del fondo che hanno cercato di mimetizzare al meglio la scoperta, sottraendola allo sguardo di malintenzionati.

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[Anno 2006, pavimento dei primi secoli d.C., S.Mauro]

Tutto il “micro mondo” dell’archeologia locale, dopo aver puntato gli occhi e l’interesse sul sito della cittadina pensando alla fondazione greca di origini calcidesi, alla fine non ha fatto si che avvenisse il miracolo, ancora atteso, della Conservazione, Tutela e Valorizzazione di cotanto Bene. La terra sa custodire il passato ma tocca all’Uomo risvegliare i nostri Morti, dare parola ai nostri Muti fare pervenire alla luce le nostre obliate Origini. Per anni il sito ha mantenuto la sua integrità, lasciato lontano da occhi indiscreti ma, negli ultimi anni – e recentemente con particolare fervore – la oltraggiosa mano dell’uomo ignorante ha ulteriormente danneggiato il pavimento. [vedi foto] 11abitato_romano_leontinoi

[ documentazione del 2014 ]

Il ritrovamento, già da un trentennio a questa parte, avrebbe dovuto obbligare a rivedere le idee in merito al da farsi nell’area dell’Agorà, valorizzando tracce di eventuali commistioni tra Grecità e Impero Romano. Probabilmente si tratta di un’area molto piu’ romanizzata di quanto si pensi. Il mosaico lascia pensare a decorazioni ampie a motivi geometrici, di diversi colori (rosso, bruno, bianco e nero), e all’impiego di diversi materiali: si pensa al cocciopesto, al granito, all’ossidiana, al porfido. L’ennesima stranezza di casa nostra è che a Leontinoi gli unici scavi, diretti dal prof. Massimo Frasca ed effettuati dalla Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Catania, d’intesa con la Soprintendenza di Siracusa, resistono con cifre irrisorie e per di più previste in bilancio solo dall’Amministrazione Comunale. Siamo certi che il Servizio per i Beni Archeologici della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, diretto dal neo insediato arch. Calogero Rizzuto, appronterà, quantomeno, interventi anzitutto per la tutela (sabbia per protezione?) per poi programmarne Conservazione e Valorizzazione, applicando le Leggi Vigenti. Una auspicata quanto necessaria ed immediata sinergìa, insomma, ben oltre un insieme disarticolato, diluito in competenze diverse che, tuttavia, risultano incapaci di farsi sistema efficace al fine di arginare il rischio reale che di strade, piazze, ville, edifici vari e necropoli rimanga solo polvere. Quando la cultura locale non guarda ai monumenti come Cosa e Casa propria, proprio patrimonio genetico ed etnico, la tutela diventa ardua impresa.