Solo nel momento felice del Viaggio, Pensare ha un Luogo

Marsala e Trapani: nel mare di Dio. • Luoghi Pensanti

Marsala e Trapani: nel mare di Dio.

 Ancora una volta nella ridente costa occidentale della  Sicilia, là dove il binomio sviluppo e invasione del territorio è vivo.
Edgar Allan Poe non sbagliava a dire che viaggiare è un pò come sognare, c’è solo la differenza tra chi al risveglio sanno ricordare qualcosa ed altri che conservano calda la memoria della meta da cui si è tornati. È un martedì pomeriggio d’Agosto, temperatura esageratamente alta e mi trovo in viaggio per Trapani. Ho lasciato da poco alle spalle la brulicante Marsala, una cittadina siciliana con una propria economia basata sulla viticoltura e l’esportazione di ottimi vini, fino ai limiti della produzione, come se la consegna anche di una sola bottiglia fosse per i suoi abitanti una questione di vita o di morte. Non solo vino qui, ma anche storie e microculture; un ripensare a sè stessi alla visita della vicina e mitologica Mothia, a rimembrarne l’antica civiltà fenicia stabilita nell’isola dello Stagnone a pochi kilometri dalla costa. Si odono ancora le urla e gli strazi dei popoli viadanti. L’arrivo nella vicina e salata Trapani è stato preceduto da un viaggio in macchina benedetto dalla lentezza e dalla “sfortuna”. La bellezza della città è nel suo essere per ogni aspetto goffa, lenta e rumorosa. Sbuffa e non si cura delle chiacchiere dei passeggeri, uomini che compaiono e scompaiono nelle vie, come fossero personaggi di teatro, pronti con un monologo da offrire a chi vuole ascoltare.
 Ad ogni città una scena assurda ed inedita, cambia sequenze a mò di onda con uomini che recitano la loro parte sotto i balconi. Il centro urbano è vita e morte, di chi ha deciso in un martedì qualunque di non vedere la luce del nuovo giorno e chi l’ha scelto per un matrimonio. Si aspetta per poi ripartire e rivedere immagini rassicuranti di foci di fiumi gonfi d’acqua, solleticate da frazioni abitate e sperdute. Tra poco sarò a casa, tra la mia gente, con nuovi rimedi, nuovi pensieri, quasi a dire che quando si torna non si è mai gli stessi  e così i luoghi si esprimono, così deserti e così tanto ricchi, d’estate, col sole in fronte.