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Pupi e Pupari, raccontano! • Luoghi Pensanti

Pupi e Pupari, raccontano!

L’arte dei “carusi” è Memory of the word

In realtà siamo come il burattinaio, che agisce in maniera non coinvolta, con distacco ma senza esentarsi dall’agire e vivere in modo totale la scenografia che sta rappresentando, solo che.. non lo “sappiamo”!

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Il vecchio gergo amoroso "ti ho", "sei mia", riscattava di fatto l'avere e l'annullarsi; questo piccolo capolavoro con cui si faceva fronte alle trappole della vita | #luoghipensanti #igersitalia #sicilia #manliosgalambro #sicily #whatitalyis #justgoshoot #igers #instagramhub #instagramers #verybello #instadaily #instamood #instagood #ig_sicily #igerssiracusa #instahub #instaday #igaddict #vscosicily #worldtravelpics #landscapes #leontinoitinerante #gotourism #minimalmood #rsa_minimal #fratellinapoli #nienteècomesembra #bestsicilyart #catania

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Ne hanno raccontate tante di storie, le genti e le famiglie delle maestranze abili in marionettistica e cuntastori che da oltre duecento anni, nelle vesti di “camminanti” hanno girovagato per tutta l’isola e oltre Mediterraneo per dare vita a quel cosmo stupefacente di pupi, burattini e marionette. Una storia che si dirama, anche stavolta, in contenuti e contenitori: l’arte dei pupi siciliani raccoglie le storie del passato. Il lavoro sui campi, le tradizioni popolari e religiose, ma anche di “canovacci” e copioni nati come strumento di ribellione contro gli oppressori, la guerra, la fame e la malavita.

Ancora una volta nei Luoghi Pensanti premiamo questa eredità, per buona parte immateriale e per altra buona di materia lignea. Una memoria narrante che oltre le distrazioni del 2015 riesce ancora ad incantare, può considerarsi eufemisticamente un tesoro, racchiuso per anni nel baluardo delle emozioni dei nostri padri.

fratelli_napoliUn’ammaliante corpus di documenti e copioni scritti in Italia dal 1700 alla prima metà del ‘900, custodito dalla Rete degli Archivi Unima, è atteso all’inserimento nel registro Memory of The World. L’Unesco, che già da anni ha riconosciuto l’Opera dei Pupi come una tradizione antica e unica al mondo, meritevole di protezione e valorizzazione, adesso dovrà pronunciarsi sulla nuova candidatura per la salvaguardia di oltre duemila racconti e stesure varie.

Ad oggi quest’arte diviene sempre più difficile da condurre in Italia, intanto la Sicilia detiene una importante tradizione che incoraggia gli artisti nel mondo a custodire e soprattutto a praticare l’attività di “puparu”. Queste storie rappresentano ricchezza senza confini: un lavoro di tradizione e di manodopera, basti pensare alla realizzazione mediante metalli e legni. Purtroppo c’è chi pensa ancora a quest’arte solo come un’effimera attrazione per “turisti” mentre rimane il mercato delle emozioni più autentiche: riflettere e divertire, come il nobile compito che vestivano i teatri greci in Sicilia. Proprio nell’isola a tre punte esistono famiglie che hanno continuato a svolgere quest’attività malgrado le difficoltà, prime fra tante i Cuticchio a Palermo e i F.lli Napoli a Catania. Grazie alle scuole e ai laboratori organizzati negli ultimi anni si sta riadoperando un avvicinamento con le nuove generazioni, una missione che riesce a tenere ancora dinamica la creatività e la memoria.

Narrando i fatti esce l’uomo ma, oltre la conoscenza dei testi, regna l’improvvisazione e la spontaneità; gesti, volti che nella loro rigidità arcaica, come il movimento di una fisarmonica, rendono armoniosa la quotidianità degli abitanti.
Viva i Pupi e viva i Pupari!