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Queste Invasioni.. il restauro antropologico [anche] in Sicilia • Luoghi Pensanti

Queste Invasioni.. il restauro antropologico [anche] in Sicilia

retro (2)Storicamente il termine humanitas ha avuto due significati ben distinti: il primo risultante dal confronto tra l’uomo e ciò che è meno dell’uomo; il secondo dal confronto tra l’uomo e ciò che è più dell’uomo. Nel primo caso con humanitas s’intende un valore, nel secondo un limite. Non v’è inganno nel dire che ad oggi le Invasioni Digitali sono state la prima forma di invasione della storia ad aver appiattito proprio quel limite, se vogliamo considerare la tecnologia come qualcosa che, pur essendo stata inventata dall’uomo, ha superato persino l’uomo stesso [così è se vi pare]. Il progetto – che ha come obiettivo quello di diffondere la cultura digitale e l’utilizzo degli open data, formare e sensibilizzare le istituzioni all’utilizzo del web e dei social media per la realizzazione di progetti innovati rivolti alla co-creazione di valore culturale oltre che alla promozione e diffusione della cultura – è portato avanti da un gruppo di ragazzi innamorati del nostro Paese che hanno adottato come manifesto “Crediamo che l’Arte diventi Conoscenza quando viene condivisa” [www.invasionidigitali.it/it/il_manifesto.php]. Da questa concezione ambivalente di humanitas, nasce Invasioni Digitali che, più che un movimento, è un contagioso atteggiamento che può definirsi anticorpo dei tanti mali di cui la rete è portatrice; rete che ad oggi è stata accusata luogo di comportamento parassitario e piattaforma priva di misure adatte, sono anche due considerazioni che spesso si utilizzano, banalmente, per definire certi casi.  Il progetto ha l’ambizione di proporre, al contrario, una versione “biologicamente” positiva di un nuovo virus fatto di linguaggio culturale, condividendo l’esperienza culturale ed il patrimonio artistico in piattaforme aperte di divulgazione, producendo valore in grado di consentire una comunicazione attiva e una fruizione del patrimonio culturale priva di confini geografici.  Questo diverso approccio delle persone con il digitale, nei confronti dell’offerta culturale e del territorio ha influito al punto di attivare un processo partecipativo in grado di trasfigurare un luogo in una piattaforma socio-culturale, insomma una vera restauro antropologico. Il 24 aprile sarà la volta della seconda edizione di #InvasioniDigitali che volgerà al termine il 4 Maggio. So già che seguire gli invasori per l’Italia, ignorando per un attimo la mia presenza di Ambassador con Elisa Bonacini in Sicilia, sarà sconcertante: trovo in loro un’aggressività ricca di fantasia, un comportamento libero, un linguaggio scarno ma incisivo e una felicità mentale. Appaiono nuovi luoghi, realtà sconosciute alla tua memoria in continuazione, sulla linea vitale di quella socialità digitale fondata sul rapporto reale dell’esperienza culturale, sciolta sulla base di sacri e taciti patti; la Sicilia ad oggi si riserva ben disposta, promettendosi prosperosa e prossima al superamento di siti invasi a confronto della scorsa edizione, tra le invasioni: il Parco Archeologico Leontinoi, il Centro Storico di Erice,  Monte San Basilio e Palazzo Modica in Scordia, Poggioreale Antica, Montalbano Elicona, le Terme della Rotonda di Catania e poi anconra Akrai, Pantalica, il Museo Paolo Orsi di Siracusa e tante altre che ci porteranno ad un risultato più che positivo tra affluenze ed affermazioni, di queste anche Villa Gorgia di Lentini, programmata e battezzata con “Niente è come sembra”  in data 26 Aprile. L’etichetta nostrana è sempre omofona se non si contribuisce con le eccellenze di un territorio e se non si incide su un determinato comportamento con un’autodenuncia, perché l’innovazione è riconosciuta da chi la adotta, non da chi la fa;  ha rapidamente attecchito nel gergo paesano il “Niente è come sembra” a testimonianza di un’inesorabile disperazione del mondo della Cultura.

Invasione Programmata Parco Archeologico Leontinoi

Invasione Programmata VillaGorgia - File Progetto
NIENTE E' COME SEMBRAMa il significato non è ovvio, dato il contesto attuale, per questo i contenuti spazieranno in arte, letteratura e musica, per consentire a tutti una chiara lettura del pensiero. Prima di essere applicato in modo intuitivo o burocratico, il concetto di “bisogni culturali speciali” è da pensare e analizzare molto bene; ciò la dice lunga sull’occasionale sintonia lentinese dei progetti Invasioni Digitali e la Giornata dell’Arte con la Consulta Giovanile ringraziando a seguire tutti i partecipanti: la rete wifi con la collaborazione di AirNetwork ; le installazioni artistiche a cura di S T U D I O B A R N U M contemporary, PartyWorld Lentini, l’ACCADEMIA DEI LEONI e l’Angolo Dei Fiori; i reportage di Rosy Mugno; la Smul Scuola Musicale Leontina per la direzione delle esibizioni musicali; il CafèNoir Lentini per il servizio di ristorazione; le forniture di Edison, Luxart Impianti, Art&Grafica, GentediModa Lentini e lo stucchificio “Realtà”; gli artisti presenti: Guglielmo Pisano, Franco Condorelli, Gianni Andolina, Caterina Aidala, Claudio Deodati, Orazio Onorifico, Roberta Tudisco, Salvatore Castellino, Marco Terroni, Montserrat Grau Ferrer, Michele Conti, Rachele Rinaudo, Prof. Salvo Chiarenza, Prof.ssa Sebina Messina, Marco Saraceno, Lea Russo, Alfio Tavilla, Delfo Zimbone, Teresa Veneziano, Erika Militello […] e gli intervenuti: Assessore alla Cultura della Città di Lentini Nuccia Tronco, Assessore della Città di Noto Cettina Raudino, scrittore e studioso Diego Barucco, architetto Vincenzo Medica Noto, archeologo Santino Alessandro Cugno, maestro Giovanni Anzalone ed il critico del cinema Renato Scatà.