Solo nel momento felice del Viaggio, Pensare ha un Luogo

Leontinoi Archivi • Luoghi Pensanti

Terra Cotta, tra estasi e messa in scena

L’artista archeologico Muni e la leggenda di un inedito incontro fra un demone ed il vasaio20150627_125719

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STORIA DI UN RITROVAMENTO ANCORA IRRISOLTO

Oltre la non curanza

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Pippo PaganoDomenica 18 Maggio 2014  al Parco Archeologico Leontinoi: Mitico! Laboratorio Evocativo per le nuove generazioni; è stato possibile incontrare le figure indimenticabili del nuovo laboratorio diretto da Rossana Vasta, Rosita Privitera e Rosa Maria Brunno con Demetra ed Eracle ospiti d’onore, nonchè sotto mentite spoglie Ida & Oscar, che hanno interpretato un testo riadattato di Nunzia Crisci con le musiche di Pippo Pagano. (altro…)

Lentini : dal buio dei secoli emergono elementi d’architettura.

Da tempo, specie per chi ha occasione di confrontarsi con la complessità della stratificazione del costruito storico, non ci si meraviglia più nella riscoperta di elementi architettonici evidenti, dalle costruzioni al decoro delle  Epokè varie; elementi dai criteri di costruzione in pietra tagliata e inerti in cotto, a cornici in “opus Quadratum” di tufo, ad archi acuti retti o sagomati .

All’interno di questa dialettica, non sempre facile da comprendere, la tipologia di costruzione e di funzione dell’abitato assume un valore emblematico per le vicende storiche, ma anche per lo sviluppo del distretto geografico ed economico di cui si tratta: Leontini.
Citando un esempio noto ai più, la traslazione delle reliquie dei Santi Martiri di Lentini, nonché la loro elezione a Patroni di città, coincide con l’inizio di una ripresa di vivace espressione artistica, un fenomeno rivisto per sommi capi con il famigerato terremoto del 1693 e l’avvento del Barocco.  

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Un ballo lungo una vita, un souvenir firmato Giuseppe Brancato, Giorgio Franco e Luciano Nocita, un docufilm che narra parte del patrimonio artistico – culturale della Città di Lentini (Sr), realizzato per dare rilancio all’ambito del turismo. Esplorare il mondo delle cittadine siciliane, lasciandosi ammaliare dalle atmosfere romantiche, dalla passione, dalla forza e dall’aggressività che un paesaggio simile sviluppa. Creare rapporti e tensioni sociali grazie all’arte ed alla storia, riscoprire se stessi e mettersi alla prova sono solo alcune delle esperienze che questo docufilm vi mostrerà.

Clicca qui>> http://www.youtube.com/watch?v=di1U9Effpc4&list=PL98E27F8100B5C1ED&feature=plpp_play_all

Lentini: la Storia, i Luoghi e la Memoria.

Un viaggio nel tempo alla scoperta delle antiche e più recenti radici della Città Siciliana. Accostandosi con rispetto e curiosità al proprio patrimonio culturale e territoriale. Interpretare le testimonianze presenti sul territorio lentinese. Il percorso porta a conoscere la storia e l’arte di Lentini (Sr) attraverso la visita dei luoghi più significativi dal punto di vista artistico, storico e urbanistico. Un itinerario storico artistico che si snoda dal centro storico della città toccando i luoghi più significativi: il Castrum Vetus, Chiesa della Santissima Trinità, Il Duomo, le Grotte del Crocifisso ed altre mete archeologiche.

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Abbracciata dagli aranceti a riposo, stesi sulla piana di Catania, specchiata dalle dolci acque del Biviere narrato dal Verga; affonda le proprie radici Lentini. Paesaggio dal clima invidiabile tutto l’anno, così com’è pensata la Sicilia intera. Immersa nelle più eccelse ed ingarbugliate vicende storiche di molteplici civiltà, segni ancora interpretabili attraverso un vasto ma timido patrimonio storico, artistico, archeologico, etnoantropologico e letterario. E poi ancora, tradizioni popolari e ricette sconosciute ai più, tipiche della cucina mediterranea. Insomma, questa porzione del pianeta sulla carta ha la fortuna d’esser la mescolanza perfetta del viver bene; lentezza che dovrebbe magnetizzare il viaggiatore e far assimilare le tipicità del paesaggio. C’è da raccontare però che qui il tempo non passa mai, tant’è che c’è ancora molto, fin troppo da fare, dis-fare, ri-fare. Si è rimasti una città di passaggio poichè nonostante tutto i primi ad abitarci non hanno praticato l’ascolto dei luoghi. Si è ancora in attesa del salto che dovrebbe conformare i luoghi  in vere destinazioni, integrate in  percorsi culturali, in passi da praticare pensando; ma destinazione di chi se non, prima di ogni altro, degli stessi abitatori?
Quando si parla di luoghi nostrani si intuisce una netta carenza di un’offerta organizzata in modo sintetico, ma anzitutto la predisposizione ad accogliere, abbracciare. Ritengo che diverse occasioni siano state perse; non perdendomi nei meandri dimostrativi: la “Castrum Fest” (festa del castello), che da secondo evento importante solo dopo la Festa Patronale è stata ridisegnata come utopia, insomma un’opportunità sprecata. Avremmo potuto, anzi dovuto, ideare attorno agli antichi quartieri manifestazioni concrete o periodiche che avrebbero permesso una “non declassificazione” evitando di perdere quella tradizionale qualità di vita che in altri tempi rendeva meravigliosa-mente il centro abitativo, oggi storico. Noi invece da qualche tempo ci confrontiamo con eventi troppo selettivi, forse dettate dall’autocompiacimento. Dovremmo imparare a trasformare le nostre risorse. Servirebbe un’efficace e costante campagna promo-città in grado di favorire una maggiore integrazione dei cittadini del territorio.
Per concludere, in una grande infrastruttura immateriale culturale competitiva diventa prescindibilmente fondamentale potenziare ed ingentivare i fattori di attrattività del territorio, per ri-acquisire la qualità e la dignità identitaria persa fra i mille perchè. C’è una politica economica da migliorare, la dove una comunità è crocevia tra Catania e Siracusa, poichè il turismo, dopo il saper vivere, può davvero rappresentare un valido volano del territorio. E’ necessario quindi individuare un obiettivo comune e una strategia di promozione di Lentini, includendola in modo originale ai flussi universali dei viaggiatori.

 

Gli acroliti di Demetra e Kore risalenti al V secolo a.C., trafugati e giunti per mani clandestine da Morgantina (polis fondata nel 459 a.C.) agli Usa, sono finalmente tornati nel Museo Archeologico di Aidone (Enna) dopo un’assenza di circa 30 anni.

E’ stato frutto della convenzione siglata fra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Sicilia e il Bayly Art Museum dell’Università della Virginia, che vede stabilire la restituzione di quanto illecitamente trafugato. Trattasi di reperti preziosi: due teste in marmo di grandezza naturale, con occhi a mandorla privi di pupille, mani e piedi; tratti assoluti ed arcaici [tratteremo in fondo gli aspetti]. Decorso il termine imposto dal donatore, nel 2008 l’Università della Virginia, a seguito del primo convegno dedicato alla due sculture, ne ha promosso la restituzione all’Italia, l’Iter Morgantina 2009-2011.

In questa restituzione ha svolto un ruolo determinante il professor Malcolm Bell, ancora oggi direttore della missione archeologica americana di Morgantina.

“Il ritorno delle Dee” è stata una delle conferenze coordinate e promossa dalle Soprintendenze ai BB.CC. della Sicilia. A Lentini, storica cugina, è stata svolta su iniziativa dell’Archeoclub; un dibattito argomentato dalla Dott.ssa Maria Musumeci (direttrice del Museo Archeologico e dell’Area Archeologica Leontinoi), il Prof. Massimo Frasca (Docente Archeologia Classica), la Dott.ssa Concetta Ciurcina, la Dott.ssa Beatrice Basile, l’Arch. Enrico Caruso, l’Ass.re Rosanna Ragazzi e non per ultima la Dott.ssa Maria Arisco, nonchè presidentessa della sede di Lentini dell’associazione organizzatrice. Quest’ultima nel suo intervento, accomunata dai presenti, ha lanciato il ricordo di due figure importanti in ambito archeologico: Giovanni Rizza (recentemente scomparso) e l’indimenticabile ispettore onorario ai BB.CC.  Alfio Sgalambro, anche questa una scomparsa che ha lasciato un vuoto, non esopico ma struggente.

Gli acroliti di Demetra e Kore, sono stati (ri)presentati come gli esemplari più antichi finora conosciuti di statue eseguite nella tecnica acrolitica, cioè con le estremità in marmo e il corpo in terracotta o (probabilmente) legno, rivestiti con abiti di stoffa.

Le teste delle dee ctonie, Demetra e sua figlia Kore, ad oggi godono museograficamente di una ricostruzione ispirata al loro aspetto originale: manichini in ferro battuto “vestiti” dalla stilista siciliana Marella Ferrera.

Gli argomenti che nel corso della serata sono stati battezzati come “sfera delle origini assoluta” , pone, più modestamente, tra il precritico e il postcritico; perché l’augurio perenne è che tutto possa fare luce, quindi giustizia, a tutto il Patrimonio Culturale dell’isola e non. Cronaca ed attualità archeologica 2.0: se dogmatismo è una parola per pochi, l’amore per il sapere è la condizione di tutti.

leontinoiI Lestrigoni e i Ciclopi. Xuthia ed i primi insediamenti. Il condottiero Teocle. Il 729 a.C.. Leontinoi polis calcidese. Il fiume Terias. Eracle, eroe beota argivo, e l’omaggio alla fertilità; La suggestiva narrazione di Polibio.  Il sofista Gorgia e l’Encomio di Elena ad Atene. La crisi politica e la decadenza per mano dei siracusani. L’involuzione urbana e le piazzeforti di Dionigi. I cartaginesi e lo scontro con il pretore romano Cornelio. L’occupazione romana e la tirranide di Panezio.
Il preside romano Tertullo. Il cristianesimo ed i Santi Alfio, Filadelfo e Cirino.
Tecla e Giustina. La Cattedra Leontina ed il Protovescovo Neofito. L’occupazione musulmana. Ruggero I e l’unificazione alla diocesi di Siracusa.

Madonna Odigidria (del Castello) Il caricatore di Agnone e la Basilica del Murgo. Il terremoto del 1168. Il restauro antropologico bizantino. L’appellativo “Madre di Dio” prima di Efeso. La presenza araba e Brikinnia. Il Bevaio. Il periodo normanno-svevo. I fortilizzi di Federico II e l’architetto Riccardo. Jacopo Notaro, Arrigo Testa e la scuola poetica siciliana.  I Vespri Siciliani e il Conte Alaimo. I francescani, Sant’Antonio da Padova e il pellegrinaggio verso Assisi. Gli aragonesi e le regine Maria e Bianca. La ricostruzione topografica e i tabulari dei monasteri Santa Chiara e Santissima Trinità. Fra Simuni confessore di Federico IV. Le epidemie del ‘500. La seconda traslazione delle reliquie dei Santi Patroni. Carlo V e la Sicilia vicereale. Giovanni Vega e la Lentini di Carlo V: Carlentini. I privilegi sottratti. I tumulti, le riforme borboniche e i tentativi di ripresa. Il piano e la fiera d’Aprile. Il Senato di Città, nova Leontina civitas. Il terremoto del 1693. Le chiese e le collegiate. Ferdinando III e la catena ferrea. Il catasto onciario. Il grano e il sentimentale panizzzo. I Beneventano a Lentini.  Il nuovo risorgimento. L’ottocento e il boom demografico. Graziella Vistrè e la fiorente civiltà bracciante agrumicola. Ciccio Carrà Tringali: il poeta spaccapietre. La malaria e la bonifica del fascio. Le Guerre e gli eroi. La resistenza e Luigi Briganti. Almirante dal Palazzo del Fascio e le opere di bonifica del ventennio. Il primo incarico di Falcone e l’encomiabile servizio di Filadelfo Aparo..

Oggi, il canto della (s)volta; così tanti riferimenti senza orientarne neanche uno a vessillo del territorio. Ripensare al passato è dimostrare un viaggio verso un luogo dove si è stati una sola volta. Scoprire il vero senso della Bellezza è un obiettivo, spazzata da tempo per ignavia e disinteresse. Nella gelida stagione quando la terra riposa e taccion l’opre agricole, la rustica massaia pensa sollecita al domani, ai bisogni della casa ed al filar provvede.
Inalberiamo la Memoria, filando, ma soprattutto tessendo nuove trame policrome di EST-ETICA.