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Sicilia, sotto il segno dell’UNESCO

L’Eredita dei Padri devi riconquistarla se vuoi possederla davvero.
Goethe,Faust

GRANDE sopracopertina inviata bartolo libro 18

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Era il 23 Giugno del 1954 quando, alla presenza delle istituzioni e di un rigoglioso popolo, fu tagliato il nastro rosso inaugurale che permise l’ingresso al pubblico presso Palazzo Abatellis, nonchè per l’occasione nuova sede della Galleria Interdiscliplinare Regionale della Sicilia.

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E’ stata inaugurata per-la solenne ricorrenza di Santa Lucia nelle sale del ristorante “Il Giardino” a Palermo la mostra d’Arte “Mediterranea”, voluta da Giovanna Bellanca ed Eddy Bettiol, registi dell’evento . Un’esperienza aperta al pubblico sino al 12 Gennaio 2014.Mediterranea

Ci sono molti modi per guardarsi attorno, ma quando il disorientamento è grande, vedere con lo sguardo dell’immaginazione è un modo per andare all’essenziale, per non perdersi dietro le nozioni, ma ricercare nella realtà artistica. (altro…)

MDM In tempo di Avvento la natività si mostra al Museo Diocesano di Monreale offrendo ai suoi visitatori la possibilità di percepire da vicino opere di rara bellezza e di grande estrazione storico-culturale. E’ una splendida opportunità per approfondire il tema iconografico del mistero della natività, che in questa circostanza esprime in immagini le fonti bibliche insieme ai temi apocrifi, richiamando anche il contesto liturgico per il quale l’opera è stata realizzata. L’Adorazione dei Pastori di Matthias Stomer, la Pace di Muzio Zagaroli, suppellettili liturgici, arredi sacri e notevoli breviari e messali miniati su pergamena che vanno dal XV al XIX secolo, questi enunciati nella sala San Placido del Museo fino al  23 Febbraio, per una efficace trasmissione del messaggio artistico ed evangelico.

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Un centro impetuoso, adagiato nel centroriente della Sicilia, si distende nell’anfiteatro naturale di Caltagirone, città foriera di storie e tradizioni millenarie. Le origini della città sono antichissime e si legano, senza alcuna soluzione di continuità, all’avvio di produzione ceramica  preistorica nel territorio calatino. Esempio fra tutti il giacimento di Sant’Ippolito, che rivela la presenza di due villaggi di epoca neolitica e calcolitica.

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  L’Efebo triste dorme tra le viti

Le difficoltà inerenti allo studio della religione e dell’economia arcaica sono evidenti : dai problemi connessi di per sé alle ricerche sulle credenze del mondo antico, si aggiunge per la Sicilia il contrasto tra la lacunosità delle fonti scritte e la ricchezza della documentazione archeologica connessa con la sfera del sacro, che fa presupporre un ruolo pervasivo dell’attività cultuale. L’antica Taormina sorse quando la vicina Naxos, fondata nell’VIII secolo a.C. e corrispondente al piccolo promontorio di Schisò verso oriente, scomparve dalla vita pubblica a causa della distruzione di Dionisio di Siracusa. Per  comprendere al meglio lo sviluppo delle colonie siceliote fonte precipua è Tucidide.

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Vasto ed originale l’allestimento artistico-devozionale della mostra “Agata è per sempre”; presente nel Museo Diocesano di Catania e realizzato dall’Accademia di Belle Arti, ha mostrato un’identità inestimabile composta da un insieme di vesti, abiti per onorare al meglio l’appuntamento catanese con Agata, santa patrona della città etnea. Un lungo e sapiente lavoro manuale di intreccio di fili di seta policroma e ricami in oro e argento riccio e ritorto, opera di utopici artisti che hanno inventato, trascinati dalle molteplici energie di Liliana Nigro. Frutto di ingegno, “l’evento nel grande evento”, realizzato per colpire emotivamente, con tutta la cura e l’attenzione che si deve a questo “modo d’essere del popolo catanese” carico di significato culturale, sacralizzato dal fine. L’impiego di questa creatività arriva anche da cittadini-studenti di altri comuni, vicini al centro etneo emotivamente, culturalmente e creativamente. Preziosi punti di vista, abiti poveri a volte, privi di ornamento e ricchi di significato, legati a ricordi e caratteristiche originali. La rarità del manufatto, la facilità che si ha nel colpire è data sopratutto dall’utilizzo di queste e dai colori di fondo scelti ed applicati.
Il difficile non è raggiungere qualcosa, è liberarsi dalla condizione in cui si è, stralciare la continuità del tempo per connettersi al sacro. 

 

Marcialis e lo chef d’orchestra d’arte

Rettangoli di genuina realtà che rivelano sapori dal mondo. Vari aspetti che non vogliono rinunciare al piacere della raffigurazione del Gusto. La mostra fotografica di Renato Marcialis, “Caravaggio in cucina”, propone numerose finestre a colori, con scatti in cui vengono mescolati armonicamente gusti, luci ed ombre. E si, Caravaggio non era un semplice artista (ampliamente descritto da Michelangelo Buonarroti) ma aveva una mente geniale capace di dar vita a opere che continuano ad emozionare tutto il mondo; paragonarlo a Marcialis non è blasfemia bensì meritata e studiata critica. Fotografia, pittura e grafica, storicamente molto legate tra loro, s’incontrano felicemente grazie alla perizia dell’autore, dando vita ad opere inedite e singolari. Il risultato della deduzione soggettiva e dell’idea di percezione gustativa è stata solo un’apparenza illusoria, perché stavolta si parla di cucina per immagini.

Lavori che hanno richiamato l’attenzione di spettatori buongustai e cultori presso il Monastero dei Benedettini di Catania, sede in cui è stata ambientata la Mostra dal 7 al 29 Gennaio, in collaborazione  con il Centro Arti Visive SIKANIE.

Renato Marcialis reinterpreta frutti, spezie, ortaggi, accentuando così i volumi dei soggetti che escono improvvisamente dal buio della scena. Vengono proposti brillanti chicchi d’uva, piccole zucche e vivaci agrumi, arance. Ritratti intensi, arricchiti da ulteriori suggestioni. Tremolano bilance colme di merluzzo ornate da pesi e stoffe, frutti dai colori accesi e fantasiosi effetti luce, sovrapposizioni di panni ed alimenti da un guizzante intuito. Un dialogo che procede attraverso l’oziosa realtà. 

Tutto sembra rischiarato da qualche ricordo ed è difficile fare distinzione tra i colori, i sapori e i profumi; sensazioni reali e memoranti, immortalati (già) dentro. Anche i colori mutati in tinte forti rendono misteriosi gli sfondi quasi sempre scuri su cui prevalgono i neri, questo per sprigionare calde tonalità, d’altro canto il colore non è tutto, ma il fondamento di tutto. Renato Marcialis  non pare per niente intimidito dai “prodigi tecnologici” dell’industria fotografica e anzi si esprime attraverso un linguaggio che sembra voler riproporre e sottolineare l’importanza del lavoro artigianale nella fotografia.

  

Vetlana Smyshlyayeva e Cristina Vincenzi due personalità artistiche inedite nel siracusano; affascinanti, l’una per la natura felina con cui si esprime, una tensione verso la libertà, sublimata negli sguardi; l’altra nel saper trasmettere una materializzazione delle opere, respirano della trasparenza dell’aria e della dolcezza dei colori chiari che predilige. Protagoniste di un’esposizione curata presso l’Archivio Storico Comunale di Lentini (Sr), in mostra dal 7 al 15 Gennaio. Un’iniziativa in piena sinergia con la Provincia Regionale di Siracusa e la Città di Lentini, con il tema della sua ricerca artistica caratterizzata dai soggetti rappresentati, dalle figure umane agli animali, che sembrano racchiudere in sé elementi propri della natura. Divinità ancestrali, dalla postura ieratica e solenne.

Una pittura immediata e allo stesso tempo sapiente, che volge sguardo alle condizioni dell’animo. Ennesima mostra a Lentini, qui la sala de l’Archivio Storico Comunale rende omaggio a queste due artiste con una dedica alla produzione della maturità. Ad accogliere il visitatore è una suggestiva sequenza di ritratti, opere nelle quali le figure si fondono con l‘atmosfera sfavillante di pennellate di colore puro o sembrano assorbite da un gioco di riflessi. In queste composizioni, da cui è considerata la presenza umana, i colori vivaci e la natura evocano una polifonia di forme e colori e profumi. L’esposizione s’apre e chiude nello stesso ambiente, non bisogna spendere molte energie, ma non basta un colpo d’occhio. E come il grande Monet,  Vetlana Smyshlyayeva e Cristina Vincenzi trovano nella propria passione una fonte inesauribile di spunti per tradurre sulla tela la lezione di essenzialità e lirismo appresa nel tempo.

Un ballo lungo una vita, un souvenir firmato Giuseppe Brancato, Giorgio Franco e Luciano Nocita, un docufilm che narra parte del patrimonio artistico – culturale della Città di Lentini (Sr), realizzato per dare rilancio all’ambito del turismo. Esplorare il mondo delle cittadine siciliane, lasciandosi ammaliare dalle atmosfere romantiche, dalla passione, dalla forza e dall’aggressività che un paesaggio simile sviluppa. Creare rapporti e tensioni sociali grazie all’arte ed alla storia, riscoprire se stessi e mettersi alla prova sono solo alcune delle esperienze che questo docufilm vi mostrerà.

Clicca qui>> http://www.youtube.com/watch?v=di1U9Effpc4&list=PL98E27F8100B5C1ED&feature=plpp_play_all

Lentini: la Storia, i Luoghi e la Memoria.

Un viaggio nel tempo alla scoperta delle antiche e più recenti radici della Città Siciliana. Accostandosi con rispetto e curiosità al proprio patrimonio culturale e territoriale. Interpretare le testimonianze presenti sul territorio lentinese. Il percorso porta a conoscere la storia e l’arte di Lentini (Sr) attraverso la visita dei luoghi più significativi dal punto di vista artistico, storico e urbanistico. Un itinerario storico artistico che si snoda dal centro storico della città toccando i luoghi più significativi: il Castrum Vetus, Chiesa della Santissima Trinità, Il Duomo, le Grotte del Crocifisso ed altre mete archeologiche.

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