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Medioevo – ipotesi sui particolari architettonici

Lentini : dal buio dei secoli emergono elementi d’architettura.

Da tempo, specie per chi ha occasione di confrontarsi con la complessità della stratificazione del costruito storico, non ci si meraviglia più nella riscoperta di elementi architettonici evidenti, dalle costruzioni al decoro delle  Epokè varie; elementi dai criteri di costruzione in pietra tagliata e inerti in cotto, a cornici in “opus Quadratum” di tufo, ad archi acuti retti o sagomati .

All’interno di questa dialettica, non sempre facile da comprendere, la tipologia di costruzione e di funzione dell’abitato assume un valore emblematico per le vicende storiche, ma anche per lo sviluppo del distretto geografico ed economico di cui si tratta: Leontini.
Citando un esempio noto ai più, la traslazione delle reliquie dei Santi Martiri di Lentini, nonché la loro elezione a Patroni di città, coincide con l’inizio di una ripresa di vivace espressione artistica, un fenomeno rivisto per sommi capi con il famigerato terremoto del 1693 e l’avvento del Barocco.  

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Ad alcuni è noto ma molti lo scopriranno solo dal corrispondente articolo, esiste una Lentini al negativo, per tutta l’estensione della città antica ed oltre. Sotto piazze e palazzi esistono delle cavità perfettamente corrispondenti agli edifici che la sovrastano, in alcuni casi dovuto all’estrazione del tufo, utilizzato per la stessa costruzione. Il collegamento di tutte queste cavità con un reticolo di canali ha costituito, fino al secolo scorso, il sistema fognario e di acqua corrente, che forniva utilità alla cittadinanza. Rifugi, rovine, tombe ed altri segni tangibili d’epoca greca, romana e non solo, sono la parte più affascinante della Lentini sotterranea.

I lavori di ampliamento di un locale di ristoro lentinese, hanno reso agibile un tratto dei cunicoli inferiori che caratterizzavano il centro dell’urbe , probabilmente fra i più importanti in quanto abbastanza largo e successivamente luogo di rifugio in occasione delle due guerre mondiali. Il sottosuolo di Lentini si caratterizza principalmente per due aspetti, quello geologico, legato alla sua natura tufacea e quello strettamente archeologico. La mancata esplorazione e possibilità di studio di queste due realtà non è meno complessa, misteriosa e interessante di quella che in superficie, in tanti da sempre, hanno cercato di comprendere e descrivere; una nuova ed impensabile avventura. Le caratteristiche fisico-chimiche del tufo hanno consentito di realizzare nel sottosuolo opere inimmaginabili in contesti differenti. Immaginiamo quindi (la dove non possiamo arrivare) gallerie, collegamenti, cave, necropoli, catacombe, cisterne, acquedotti, sistemi di difesa, rifugi, luoghi di culto e di rituali pagani e in tempi più recenti rifugi antiaerei, depositi di munizioni e pozzi. Non meno numerose, e per certi versi ancora più complesse sono le testimonianze archeologiche del nostro sottosuolo, spesso legate anch’esse alla loro natura geologica con il loro carico di civiltà, architettura, storia e mitologia, e dalle vicende umane che ad esse si lega; il Duomo, il Carcere dei Santi Martiri, il cimitero, la piccola chiesa dei Santi Alfio, Filadelfo e Cirino (della Fontana) ed altri luoghi sottovalutati ed estranei agli stessi abitanti. L’intento è stimolare la ricerca delle origini, il punto di vista è quello storico. Lentini è l’indagine di quel contrasto tra il buio e la luce, tra l’ombra e il sole, tra i rumori e il silenzio..