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UNESCO Archivi - Luoghi Pensanti

Sud Est in Sicilia: rinascita barocca e ritorno al futuro.

Sud Est 1693 – 2020, in Rete per spazzare le vulnerabilità dell’Isola.

Ogni Contea che detiene un trascorso di oltre 2000 anni sarebbe da ritenersi Capitale della Cultura.
Anche se Ragusa e Catania sono le odierne cittadine aprifila del Sud Est in Sicilia, pronte ad un modello turistico sostenibile, Modica, se non la più antica, resta la città che diede il nome alla contea feudale che fu dei Chiaramonte e dei Cabrera, divenuta crescendo in potenza, uno “Stato entro lo Stato”, tale da allargare rapidamente il suo dominio dal Dirillo all’Eloro (leggendari corsi d’acqua), includendo, oltre Ragusa, Scicli, Chiaramonte, Monterosso e Comiso: quanto dire una vasta zona che sino a Siracusa e a Catania è tra le più pittoresche e suggestive della Sicilia, per i suoi monti, le sue colline, i suoi piani e soprattutto per le sue ripide vallate, piene di “ricordi” degli insediamenti preistorici.

Oggi, dopo il caso Palermo 2018, Catania concorre per fregiarsi del titolo di Capitale italiana della cultura 2020, ma lo farà “in squadra”, insieme ai Comuni di Siracusa, Noto e con il coinvolgimento di Modica, non è un caso. Destinata a primeggiare come ente capofila per la presentazione di una proposta progettuale unica, da depositare entro il 15 settembre, Catania presenta la capitale del barocco siciliano.

Un distretto che abbraccia i centri  colpiti dal sisma del 1693, sicchè dei suoi antichi luoghi non resta che il ricordo di qualche insediamento, rovina di palazzo o portale di chiesa nelle piazze romite ed assolate, quando furono, nei primi del settecento abbandonati e ricostruite in località più sicure (vedi Noto, Avola..).

Non dunque un passato, che oggi si tinge di un alone “favoloso”, dà il tono a questi centri, ma l’architettura dei primi anni del ‘700, che diede, per via di un malaugurato avvenimento, uno sviluppo prodigioso, e che improntò di sè, in un assetto “illuministico”, un’area pur sempre feudale. Tale esplosione e ragguaglio della Arti oggi potrebbe avere nuovi conferimenti, per educare al Patrimonio e formare nuovi occhi, nonchè preservare i beni comuni, il paesaggio e i luoghi dell’Anima.

※Memories #progettoMust «Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono grande, contengo moltitudini…» #ItaSontheroad #SicilyforAll #unescosenzabarriere #hillman #LuoghiPensanti

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Una danza a tinte alterne, bianco e nero, vita e morte, poi rinascita. Dalla nera pietra lavica alla bianca calcarenite iblea, una peculiare, atavica ed indimenticabile impronta che impegnò vari artisti/architetti di cui Angelo Italia (vedi ricostruzione e progetti di Avola e Lentini) e soprattutto il siracusano Rosario Gagliardi, una delle più singolari figure di architetti che diede genio a progetti per Duomi, Piazze e strade, come nel caso di San Giorgio e di San Giuseppe a Ragusa, la Cattedrale di Comiso, la Chiesa del Carmine di Scicli e molte dimore aristocratiche e sedi curiali tra Noto e Caltagirone.

Il terremoto della rinascita scompaginò le fabbriche, di cui si valutarono riprese e riprogettazioni. Oggi quegli stessi assetti scenografici in rapporto con il paesaggio sono la personificazione di un animo (av)vincente che potrebbero centrare l’obiettivo di ottenere dal MiBACT una sorta di “designazione multipla” che fa rima con un finanziamento da poco più di un milione di euro.

Credits Stefania Fernweh

A proposito di stupore e riconoscimenti: a Scicli, un riflesso dell’opera di Gagliardi, forse per la mediazione del suo seguace Vincenzo Sinatra, è nell’imponente mole della facciata di San Bartolomeo che, se pure completata molto dopo il sisma, s’allinea con il gruppo di costruzioni che traccia un ideale itinerario tra il Val di Noto e la Contea di Modica (Lentini, Palazzolo Acreide, Monterosso Almo, Mineo, Giarratana, Buccheri ecc.).

Tanta attività costruttiva comportò l’impiego di numerosi, fervidi ed estrosi decoratori, stucchieri e pittori, di cui con ampio seguito: Vincenzo Vella da Malta, Vito D’Anna, Sebastiano Conca ecc.. Ed è proprio in questi centri che le più antiche tradizioni artistiche ed artigianali della zona vennero rinnovate, in operanti continuità, nelle scuole d’arti, che tante fresche energie hanno fornito ai territori, non soltanto nel sud est o in Sicilia ma alla stessa cultura artistica della nazione.

Con lo stesso spirito, è fondamentale oggi operare nell’ambito di una politica turistico-culturale, poichè il Paesaggio rappresenta la più grande infrastruttura immateriale della Sicilia e solo preservandolo e valorizzandolo potrà declinarsi una vera rigenerazione estetica,sociale ed economica della nostra Isola (sic).

 

 

 

 

L’Eredita dei Padri devi riconquistarla se vuoi possederla davvero.
Goethe,Faust

GRANDE sopracopertina inviata bartolo libro 18

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L’arte dei “carusi” è Memory of the word

In realtà siamo come il burattinaio, che agisce in maniera non coinvolta, con distacco ma senza esentarsi dall’agire e vivere in modo totale la scenografia che sta rappresentando, solo che.. non lo “sappiamo”!

Il vecchio gergo amoroso "ti ho", "sei mia", riscattava di fatto l'avere e l'annullarsi; questo piccolo capolavoro con cui si faceva fronte alle trappole della vita | #luoghipensanti #igersitalia #sicilia #manliosgalambro #sicily #whatitalyis #justgoshoot #igers #instagramhub #instagramers #verybello #instadaily #instamood #instagood #ig_sicily #igerssiracusa #instahub #instaday #igaddict #vscosicily #worldtravelpics #landscapes #leontinoitinerante #gotourism #minimalmood #rsa_minimal #fratellinapoli #nienteècomesembra #bestsicilyart #catania

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