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Tra la piazza e il ginnasio: ricostruzione storica ed orme della romanità • Luoghi Pensanti

Tra la piazza e il ginnasio: ricostruzione storica ed orme della romanità

La scena 

Una casa sulla Piazza di Leontini, stile greco, aggiornata con restauri di tipo romano. Attorno una insula: ove sono gabbie di uccelli variopinti; una flora con fiori; piante orientali; pergolati; frutteti. Viali corrono intorno alla casa, interrotti da sedili di marmo che partono dalla porta retrostante. Dinanzi al vestibolo, ingresso del palazzo, vi è una coppia di giovani innamorati : Panezio e Tecla.. [da prontuario di toponomastica locale]

Panezio:  Mia cara e bella Tecla, torno dallo Stadium sul colle Eraclio e dal Gymnasium ai piedi del Castello Brichinna, ove ho riportato alcune vittorie sugli atleti, applaudito da molta gente  […] . 

Questa poteva essere una delle scene di vita quotidiana nel 71 a.C..

Nonostante la sanguinosa conquista del Console Marco Claudio Marcello, Leontini in epoca successiva, romana, conservò stili, tendenze e scuole non mutando alcuna attività. Non abbiamo sufficienti elementi nel poter tracciare una conformazione urbana certa e, soprattuto, databile;  dopo la conquista la popolazione, pur continuando ad abitare i colli e valle San Mauro, abbandona parecchie abitudini ed inizia a costruire lungo la generosa piana, granaio (poi) di Roma. Certamente l’abitato, durante la dominazione romana, fu ridotto non escludendo che vi sia dell’esagerazione nelle fonti di Cicerone in Verrem II 2 – 160:[…] Leontinis, misera in Civitates atque inani, tamen istius in gynnasio statua deiecta est […]”.

Nel II sec. a.C. furono ricostruite molte città della magna grecia applicando il sistema ortogonale di Ippodamo di Mileto, che diviene l’impianto più diffuso nelle città conquistate e rifondate dai Romani come proprie colonie. Gli assi principali detti cardo e decumano, furono eletti ad assi viari più importanti. Le “nuove” città spesso sorgevano preferibilmente in zone pianeggianti, all’incrocio delle grandi vie di comunicazione e Leontini costituiva un importante snodo di comunicazione tra Katana e Syracuse, specie se lo sviluppo urbano venisse orientato verso i campi.
Quanto al testo, qui riportato nell’introduzione ed estratto da una tragedia ripubblicata negli anni ’70, si rileva la presenza di uno Stadium e di un Gynnasium, queste comprese nel cuore dell’abitato: il primo sul colle Eraclio, forse l’attuale piano sopra la fiera; il secondo ai piedi del Castello Brichinna.

L’esame complessivo di tali presenze citate nel racconto, ha permesso di analizzare alcuni particolari applicandoli all’attuale contesto.
Considerando che tra la fine del III ed il II sec. a.C. iniziano a rilevarsi dei mutamenti nella struttura urbana che, come già rilevato a proposito di Leontini , sono da mettere in relazione ai processi di romanizzazione ormai in atto nel territorio, che non portano a bruschi cambiamenti rispetto al sistema tradizionale ma ad un adeguamento progressivo ed a nuove temperie culturali che si manifestano soprattutto a partire dai primi decenni del II sec. a.C.. Troviamo evidente il mantenimento degli aspetti formali più significativi della tradizione precedente (quella greca), attraverso il costante riutilizzo della pietra tufacea, attraverso la costruzione ex novo di strutture ancora caratterizzate da un impegno architettonico, ma i cui particolari mostrano l’adozione di elementi della cultura materiale del tutto nuovi.

Più da Sud si procede verso Nord, più le tracce della romanità si fanno evidenti: non mancano sul Lastrichello e lungo le valli a ridosso del Castrum Vetus. Un caso emblematico in tal senso sono le colonne romane situate nei pressi della Chiesa di San Giovanni, ai piedi del Castellaccio. Dal momento in cui  non si conosce l’esatta ubicazione sia del foro e del ginnasio che dello stadium, ipotizziamo attraverso comparazioni e constatazioni che l’esatta ubicazione di quest’ultima sia nei pressi delle suddette colonne, così come parecchie fonti  e dotti del luogo ci hanno indicato fin oggi. In quest’ultima area è più manifesto l’uso dell’opus latericium, ovvero di malta, cocciopesto pavimentale ed infine l’utilizzo di intonaci. I resti sono databili ad un periodo compreso tra il I – II sec. d.C. e sembra che l’intera area avesse destinazione pubblica. Alla fine del I secolo a,C., il territorio leontino viene usato per i donativi agli alleati dei triumviri. La città entra in un periodo di grande decadenza, mentre la popolazione preferisce suddividersi per le campagne e nelle fattorie distese nel territorio; da lì in poi “agricola militum”. Ciò nonostante la datazione e le ipotesi rimangono pressochè incerte per mancanza di ulteriori tracce. Il fulcro di tal pseudo struttura sembra consistere in un ambiente (s)coperto, a pianta pressoché rettangolare, di dimensioni ignote; spaziando con le ipotesi potrebbe trattarsi persino di un tempio detto in antis.  Allo stato attuale è plausibile pertanto ipotizzare l’articolazione di vari spazi, oltre quello preso in oggetto. Le modalità di ricerca svolti negli anni precedenti ed adottate in questa indagine lascia perplessa ogni soluzione concreta e risente in maniera evidente l’articolazione selvaggia delle abitazioni, giustificate da una buona pratica massiccia di abusivismo targato anni ’80. Non conosciamo forma e consistenza dell’edificio, né motivazioni e/o circostanze del suo abbandono, tradizionalmente individuate dalla storiografia in un evento traumatico, puntuale come un sisma. Le tracce prese in considerazione sono situate in un contesto che ha restituito nel tempo un nucleo significativo di materiali ceramici, tra cui ceramica da mensa, hydrie, pithoi ed anfore di varia destinazione. C’è da dire che nel tempo taluni terrazzamenti adiacenti hanno determinato la destrutturazione e la rifunzionalizzazione (diversa) che, tuttavia, hanno prolungato l’uso di alcuni materiali, pur secondo forme, aspetti ed utilità altre, la cui interpretazione risulta ancor oggi difficoltosa.

Bibliografia

  • BONFIGLIO 1972 – Tecla Leontina , Jonica Editrice – Noto 1972
  • CIANCIO 1967 – Leontinoi – Lentini , Roma 1967
  • CLEMENTE 1980 – La Sicilia nell’età imperiale, in Storia della Sicilia (dir. A. Romeo), II, Napoli 1979
  • CRACCO RUGGINI 1980 – La Sicilia nel III – IV secolo: il volto della non città, in “Kokalos”, 1982-1983
  • PISANO BAUDO – Storia di Lentini antica e moderna – Lentini , La Celere, 1898
  • VALENTI 2007 – Leontinoi, Storia della Città: dalla preistoria alla fine dell’impero romano – Pubblisicula, Palermo 2007
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