Solo nel momento felice del Viaggio, Pensare ha un Luogo

Riflessioni tardo autunnali • Luoghi Pensanti

Riflessioni tardo autunnali

scorcio_trinitàUna Città, tutta o in un particolare dettaglio, uno scorcio di un quartiere, un itinerario, un palazzo, un B&B, un panorama; si può amare di un amore carnale, che non sarà mai deluso o disatteso. Le città contraccambiano. Elias Canetti diceva che le città, se le leghi al tuo stato d’animo, lo sentono sempre, sono grate e contraccambiano anch’esse, dello stesso amore; iniziano una danza che non finirà, forse mai.

Secondo Calvino, contengono la risposta alle nostre più segrete domande. Ognuno di noi ha domande diverse, a volte imprecise, grumi di bisogni, qualcosa che emerge, magari non messo a fuoco, o percepito confusionariamente. Eppure è sempre qualcosa che viaggiando portiamo con noi. Fa parte del nostro essere. Siamo sempre influenzati dagli spazi esterni. Le città sono pronte a rispondere. Abbiamo il dovere di essere ricettivi, per capirle, per coglierle, lasciare che lo spazio urbano si fonda col nostro corpo, ci entri dentro.

Per amare davvero una città, non si devono porre barriere. Le città hanno molteplici vie, strade e cartelli indicatori, che aiutano ad entrare dentro la loro anima, la loro storia. Le città vanno conosciute camminando, osservando i mercati, le vetrine occasionali, i caffè, gli scorci, le sorgenti, se non ce ne privano. Ogni città va esplorata con una colonna sonora specifica, e le colonne variano da soggetto a soggetto, siamo noi a deciderle, la città acconsente, col tempo magari le modificheremo. Se siamo destinati a quelle mura, la sentiremo subito. E la nostra sinfonia, di creatività, piaceri, desideri, si accorderà a quel luogo, rendendolo un rifugio unico, dove poterci tornare. Una città rimane, non va via. Una città ti accoglie sempre,  non rimprovera l’assenza, non ha alcun rammarico. Alcune città sono da sempre scenografie esatte di meraviglie e di tragedie, protagoniste di alcuni miei racconti o impressioni. Ho de-scritto la vertiginosa Enna, la nerume vulcanica e le acrobazie barocche di Catania, il candido biancore della greca Siracusa e tra quest’ultime Lentini, ornata di spighe e di acque stagnanti. Così tanto amore per i suoi avi, tradotto oggi in voglia di riscatto messa al bivio con l’alternativa di soccombere. A Lentini, la mia colonna sonora è composta da Bruckner, Wagner, Rossini e della canzone di Vecchioni “chiamami ancora amore”, in tutta sincerità.. per me non è mai cambiata.