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Vignettista con "storie, disegni, carote e cannella": intervista a Elena Triolo • Luoghi Pensanti

Vignettista con “storie, disegni, carote e cannella”: intervista a Elena Triolo

Elena TrioloÈ nostra difficoltà vedere le cose in maniera diversa, originale, creativa, che ci fa pensare non ci sia più nulla di nuovo da dire o da scoprire, contrariamente invece si può.

Tanti lavori  a colori autoprodotti per comunicare, lasciare il segno; storie brevi, divertenti, che lette tutte insieme vanno a comporre un quadro un po’ più ampio. Non è un’esagerazione definire quello di Elena Triolo un talento, un piccolo caso editoriale nel panorama fumettistico italiano che ben promette nel prossimo futuro. Una volta riscoperta non ce la siamo fatti scappare per porgli qualche quesito e per presentarla come autrice, parlando dei suoi lavori a fumetti. Gli hanno sempre detto di essere una bravissima disegnatrice e, alla fine, se n’è convinta anche lei. Basteranno le nuove proposte a convincere i tanti adulti che non veicolano la lettura dei fumetti per ragazzi? Si innamoreranno del fumetto riscoprendolo come forma di comunicazione spigliata, diretta e fresca? Abbiamo posto domande come queste ad Elena Triolo:

Elena, anzitutto benvenuta, recentemente stai avendo molto riscontro in più realtà e di queste fa piacere pensare che non ti sia sottratta dal mio blog, affacciandoti così sulla colorata Sicilia. Grazie, sono molto onorata di avere questa opportunità e poi modestamente, anche per i colori che regala, adoro la Sicilia! Sono mezza siciliana.. davvero? sì! mio papà è di Castevetrano (provincia di Trapani). Altra scoperta, ma dimmi, come ti è venuta in mente “storie, disegni, carote e cannella”? Il blog è nato nel 2011 un pò in fretta e furia perchè un editor aveva bisogno di vedere alcuni miei lavori. Carote e cannella perchè è il nome della mia torta preferita, un dolce che frequentemente fanno qui a Firenze, mentre storie e disegni perchè alla fine non è mica un blog di cucina! (qui ride). 

dovendoti immaginare?

Ingegnosa! Se dovessi scegliere una vignetta per descriverti, quale indicheresti? Non ce n’è una in particolare, è sempre l’ultima che realizzo o quella che sto per ultimare. La più vicina alla “me di questo momento” in pratica. Ad esempio, ora sono in modalità acquisto compulsivo di borse, un anno fa non avrei mai pensato una vignetta simile accostata al mio modo d’essere. Giusto a dirsi! Chi era Elena Triolo prima di diventare “il genio delle vignette” che stiamo vedendo maturare nel web? Un genio? No dai! beh.. prima di avere riscontro sui social ero tale e quale ad ora, solo che non avevo capito che se pubblichi disegni a caso senza filo conduttore, sperando che la gente li guardi solo perchè sono bellini, non è che riscuoti un grande successo. Ora è tutto più pensato. Cosa ti aspetti dal futuro? so che può apparire banale ma mi aspetto di continuare a disegnare! Qual è stata la scintilla? Da quando ho memoria ricordo di avere sempre disegnato, alla medie disegnavo sul banco intere storie con le mie amiche come protagoniste. Poi, durante un’estate, decisi di disegnare, senza un motivo in particolare, una buffa storia di circa 80 pagine.  Le mie amiche decisero di farla vedere a un sacco di gente, e mi ricordo che piacque molto. Capì in quell’occasione che divertendomi facevo divertire anche gli altri, fu il caso di continuare a disegnare. Come si suol dire l’appetito vien mangiando. Facebook testimonia che la tua pagina web è stata aperta il 7 luglio 2012. Attualmente conta 883 like. Ti saresti mai aspettata un risultato così (ancora in crescita)? 883? Guarda, quando ho aperto la pagina stavo mangiando uno yogurt alla fragola e non avevo molto le idee chiare su quello che avrei fatto. Qualche tempo dopo postai la prima vignetta che secondo me avrebbe dovuto far ridere. Ricordo non ebbe un successo pazzesco; continuai su questa linea perchè mi divertiva un sacco e col tempo ho capito quello che stavo cercando di fare: regalare un sorriso a tutti. Al di là del progetto, sei esperta o particolarmente appassionata in progettazione grafica? Preferisci la fumettistica di un tempo o quella moderna?  In realtà ho studiato fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Mi piace la grafica in ogni sua applicazione, specie in comunicazione. Fin dal liceo rimanevo incantata per ore a guardare i reclami pubblicitari, sia quelli ben fatti che non. Per quest ultimi cercavo di capire come mai non mi piacevano e cosa avrei fatto per renderli più gradevoli. Per quanto riguarda il fumetto sarei proprio curiosa di vedere cosa farebbero Crepax o Pratt con una tavoletta grafica! A mio modo di pensare verrebbero fuori delle cose sensazionali! L’importante è il talento non il mezzo con cui si interagisce. I social stano sempre più virando sulla comunicazione visiva (basta pensare a Instagram o Pinterest): volendo azzardare un’ipotesi, quale sarà, secondo te, il prossimo futuro? Si sente parlare di “bulimia fotografica“, si critica chi scatta e posta foto di tutto quello che fa. Naturalmente gli eccessi non vanno bene, ma credo che le belle foto ed immagini che vengono quotidianamente pubblicate non siano un male per i nostri occhi e per il nostro gusto. E’ un modo molto potenziato per guardarsi intorno, la nostra generazione è avvantaggiatissima in questo: prima di internet in generale un disegnatore poteva solo sperare di farsi notare da un editore!

con Gorgia nel 2014Infine, cosa bisogna fare affinche la Cultura viva nei giovani?
Per questa domanda ho ideato una vignetta, ispirandomi al modo in cui ti/vi rapporti con i luoghi che vivi ed il loro genio. Credo che la cultura sia qualcosa che ci aiuti anzitutto a pensare, ad avere elasticità mentale e quindi a stare meglio con sè stessi nel mondo. Da qualche parte ho letto che chi legge tanto ha più capacità nelle relazioni sociali, non so s’è vero, ciò che credo sia vero è che far arrivare la cultura ai giovani non sia in fondo così difficile come viene spesso detto. A volte basta semplicemente camuffarla a qualcosa di familiare. Le cose belle del resto piacciono a tutti!

Innovarsi non tralasciando la Cultura: la tecnica non è una fatalità, ma una possibilità. Il passo successivo, in questa sequenza di pseudo ragionamenti è l’equazione: sviluppo visivo = sviluppo del sentimento.
A tutti voi una buona pratica!